Rito Arus Guleh

La rappresentazione itinerante tradizionale “arus guleh”è tra le antiche rappresentazioni mitologiche rimaste dei rituali di preghiera dell’agricoltura e legate all’inizio della primavera e all’arrivo del Capodanno che si tengono nella regione Gilān e ad ovest della regione Māzandarān.
Questa rappresentazione ha tre personaggi principali: “pir bābu”, “ghul” e “nāz khānom”: pir bābu è una persona che si trucca come un anziano, in una mano ha un fazzoletto e nell’altra la bisaccia per difendersi. Ghul è un uomo giovane, robusto con il volto tinto di nero con la polvere del carbone o con la fuliggine, un cappello di carta, del fieno o una carta strana in testa, qualche scopa come coda dietro i pantaloni e un grande mazzo di gambi secchi, uno scialle sulla schiena, la pancia e il petto e qualche campanella grande o catenaccio appeso sulla schiena, le gambe e sui vestiti; tutto ciò gli conferisce un aspetto spaventoso.
In alcuni villaggi vengono poste anche due corna di mucca sulla sue testa e sul suo volto viene messa una folta barba nera mentre il ruolo di nāz khānom lo fa una giovane che indossa un vestito da donna.
Il tema di questa rappresentazione allegra di piazza è il litigio tra ghul e pir bābu per nāz khānom che termina nell’uccisione tra i due. Ghul rappresenta le tenebre e l’inverno e pir bābu è il simbolo del giardinaggio e colui che offre la sposa del fiore alla natura e alla gente.
In questa uccisione ghul è il vincitore e insieme a nāz khānom ballando porta a termine la rappresentazione. Gli altri membri di essa sono: colui che porta la lampada, colui che porta un peso, il musicista e kās khānom come protettrice della sposa e alcune persone come comparse.
I dialoghi tra questi personaggi avvengono nel contesto della poesia e della rappresentazione insieme alle allegre canzoni popolari.