15-Khuzestan

Regione Khuzestan

Contesto geografico

La regione di Khuzestan è una delle più importanti e preziose dell’Iran, si trova nel sud-ovest del paese, a nord del Golfo Persico. Dal punto di vista naturalistico, storico, architettonico, sociale e culturale questa regione presenta molte attrattive turistiche. Le belle spiagge del Golfo Persico, le alte vette innevate e le calde pianure hanno creato diversi tipi di clima e una varietà di paesaggi da rendere la regione di Khuzestan una delle più interessanti zone naturalistiche dell’Iran. Il capoluogo della regione è la città di Ahvaz e i maggiori centri abitati sono: Abadan, Andimeshk, Bandar-e Mah Shahr, Dezful, Shush (l’antica Susa) e Masjed Soleyman.

Clima

Nella regione di Khuzestan ci sono due tipi di clima: semi desertico e caldo steppico. Tali condizioni climatiche sono sotto l’influenza di tre tipi di venti: il primo è una corrente d’aria fredda proveniente dalle regioni montane, invece il secondo è un vento caldo-umido che soffia dal Golfo Persico verso le pianure della regione, mentre il terzo proviene dalla penisola arabica e porta sempre con se una quantità di sabbia, polvere e umidità.

Storia e cultura

La regione di Khuzestan è una delle zone più antiche del mondo e viene considerata come la culla della civiltà. Ciascuna delle città di questa regione possiede costruzioni storiche e architetture meravigliose che mostrano la civiltà e l’arte di un lontano passato delle popolazioni di questo territorio. Edifici unici di diverse epoche storiche, si sono conservati in questa zona e rappresentano le eredità più preziose e antiche dell’Iran e del mondo. La piana di Susa nel Khuzestan fu abitata per lo meno dall’era neolitica in poi. In base alle ricerche condotte nella regione di Khuzestan risulta che i primi insediamenti umani risalgano a 9600 anni fa e tali segni sono riscontrabili negli strati dell’età aceramica dei siti di Ali Kash, Chogha Sefid e Chogha Banut. Le più antiche tracce di ceramica nella Susiana appartengono a 8000 anni fa e furono trovate nella località di Choghamish. Nell’epoca achemenide, questo territorio fu diviso in due regioni: una situata a nord-nordest e l’altra a sud. Nella regione montuosa del nord, chiamata ‘Anshan’ o ‘Anzan’, vi erano molti boschi, mentre quella a sud, denominata ‘Elam’, aveva distese fertili e pianeggianti. Gli Elamiti chiamavano il proprio territorio ‘Haltami’, i Sumeri lo indicavano con il nome di ‘Elam’, agli Accadi era noto come ‘Elamitu’ ed anche nella Torah è citato con il termine di ‘Elam’. La terra degli Elamiti era conosciuta principalmente con il nome della sua capitale, vale a dire Susa, e da alcuni geografi antichi, come Batlemio, veniva menzionata con il termine di ‘Susiana’. In principio, la civiltà elamita prese forma nel Khuzestan e poi si diffuse in Persia. La denominazione odierna di Khuzestan deriva dall’antico persiano ‘Hujiya’, termine usato per indicare l’Elam, che nel medio persiano divenne ‘Huzh’, vocabolo per designare la Valle della Susiana, e nel persiano contemporaneo ha assunto la forma di ‘Khuz’ a cui si è aggiunto il suffisso ‘-estan’ diventando ‘Khuzestan’ che significa ‘la terra dei Khuz’. Il geografo antico Strabone riteneva che la regione di Khuzestan fosse la più fertile pianura del mondo. Le condizioni necessarie per l’agricoltura e l’urbanizzazione era rese agevoli grazie alla presenza di numerosi fiumi. Per tale ragione, questo territorio veniva chiamato anche con il nome di ‘Hand’ o ‘And’ che dava il senso di ‘un luogo carico d’acqua’. La parola ‘Khuz’ è stata anche interpretata con il significato di ‘zucchero’ o ‘canna da zucchero’, visto che la fertile terra di Khuzestan era adatta per la sua coltivazione e crescita. Infatti, i migliori prodotti derivati dalla canna da zucchero erano ottenuti in questa zona. La regione di Khuzestan, dal 31 Shahrivar 1359 dell’egira solare fino alla fine della guerra Iran-Iraq, ovvero la guerra imposta, è stata teatro di diverse operazioni militari iraniane per liberare le zone occupate dall’esercito irakeno.

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Suovenir e artigianato

La varietà etnica e culturale della popolazione della regione di Khuzestan riflettono il vasto assortimento della sua produzione artigianale. I manufatti tradizionali ed i souvenir caratteristici di questa regione sono: jajim, kapu, oggetti e cesti di paglia, oggetti fatti con il tornio tradizionale, tappetini da preghiera, gabbe, kilim, tappeti, tessuti e cappelli di feltro, datteri, la spezia Haft Rang, fibre ottenute dalla palma da dattero, vestiti tradizionali maschili, e diversi dolci locali come Halva Arde, Halva Shekari, Halva Konjedi, Shir Arde e vari tipi di Koluche tradizionali.

Cucina Locale

Dai tempi antichi uno dei piatti primaverili più gustosi degli abitanti delle città di Arvandkenar, Abadan e Khorramshahr è il pesce Sabur Mabi. Tra le pietanze tradizionali della cucina della regione si possono citare: Avpeyvazi (Eshkane), Beruni (Sandali Saltun), Bereshk, Hamis Tule, Bengu (yogurt e cetrioli), Masuva, la minestra di Arde, Baqele Tuhe, Harise (Halim) e Shurba.

Il rito del caffè tra gli arabi del Khuzestân

Il rito del caffè tra gli arabi fin dai tempi antichi gode fin di usi e tradizioni particolari. Il caffè è la prima cosa che gli arabi, sia ricchi che poveri, offrono ai loro ospiti.
Gli strumenti per preparare questa bevanda sono numerosi e tutti insieme vengono chiamati “al-maâ’mil”: “al-mahmas”, è un recipiente cilindrico che ha al suo interno una cavità e viene utilizzato per tostare e cambiare forma ai chicchi di caffè. “Hâvan”, il mortaio o “al-majr”è una sorta di strumento cilindrico con una cavità profonda e di solito è composto da una lega resistente. Ha un manico chiamato “ghezib”che serve per battere e ridurre in polvere i chicchi di caffè tostati. Il rumore del mortaio assume un significato particolare tra gli arabi. Per preparare il caffè si usano due tipi di recipienti particolari chiamati “gam gam e delleh”. Al recipiente più grande che serve per preparare la prima parte del caffè e a farlo bollire per tutto il tempo necessario, è stato dato il nome di “al-gam gam”mentre il recipiente più piccolo, che serve per far riposare il caffè per un tempo prestabilito, mantenerlo caldo e offrirlo agli ospiti, si chiama “delleh”. La tazzina utilizzata per offrire il caffè agli ospiti, è priva di manico con una forma geometrica particolare. Come vuole l'usanza del bere il caffè tra gli arabi, il sâghi[1], deve offrire all’ospite la tazzina con la mano destra e anche questi deve prenderla con la stessa mano e bere il caffè senza poggiare la tazzina a terra. Un’altra usanza è questa: il sâghi di fronte all’ospite, nell'offrire il caffè si piega in segno di rispetto e il suono che egli crea dal contatto tra il delleh e la tazzina, fa sì che l’ospite nel sentire quel suono capisca che il caffè è stato versato per lui e il sâghi senza dire una parola glielo offre. Se l’ospite desidera altro caffè, porge la tazzina senza alcun movimento al sâghi, in caso contrario muove la tazzina vuota a destra e a sinistra e la porge. Il suono e il movimento servono a creare un’atmosfera particolare tra il sâghi e l'ospite. Per offrire il caffè ci sono nomi particolari come: “al-heif” e “al-zeif”, “al-keif” e “al-seif”.
Prima tazzina: “al-heif”viene consumata dal sâghi e alla presenza e alla vista dell’ospite anche per assicurare a lui che la bevanda è sana.
Seconda tazzina: “al-zeif”è la seconda tazzina che viene offerta all’ospite che è obbligato a consumarla, a meno che egli abbia una richiesta da fare allo sheykh (anziano della casa) o al sâghi, in questo caso prende la tazzina dalla mano del sâghi e poi la posa a terra, in caso contrario deve consumarla.
Terza tazzina: “al-keif”viene servita se l'ospite non muove la tazzina e anche per il suo gusto particolare e il modo in cui viene preparato il caffè o per il lungo viaggio che l’ospite ha percorso.
Quarta tazzina: “al-seif”: anche questa viene offerta all’ospite se non muove la tazzina e di solito è consumata da persone particolari ed è offerta a pochi anche perchè l’ospite, dopo aver consumato la quarta tazzina, comunica allo sheykh o al sâghi che condivide con loro tutte le gioie e le tristezze ed è pronto a difenderli fisicamente e spiritualmente instaurando così un legame di fratellanza reciproca. Tra gli altri rituali dell'offrire il caffè tra gli arabi si possono ricordare i seguenti:
-prendere il delleh con la mano sinistra e la tazzina con la destra
-la tazzina deve essere offerta in piedi e inclinati
-rispettare il diritto di precedenza tra i presenti
-cominciare da destra a servire il caffè
-l’ospite non può spostare il delleh
-in caso ci siano figli il padre non deve offrire il caffè
-il fratello maggiore deve offrire il caffè


[1] Colui che versa il vino, o qualsiasi altra bevanda, celebre figura nella poesia persiana.  In questo contesto è colui che offre il caffè.