Alexander Sadreddini Vince alla 22ª Edizione del SIFF.
Il film del regista e sceneggiatore anglo-iraniano è un’avventura mistica e un “grido contro la guerra” che ha conquistato il prestigioso riconoscimento.
Si è chiusa con un importante successo internazionale la 22ª edizione del Salento International Film Festival (SIFF). Ad aggiudicarsi il prestigioso premio è stato “Miracle Zone”, il lungometraggio d’esordio del talento anglo-iraniano Alexander Sadreddini.
L’opera, definita un’avventura mistica e post-apocalittica, ha saputo toccare le corde emotive del Festival con la sua potente narrazione visiva e il suo messaggio di speranza.
L’Opera: Un Grido Contro la Guerra
“Miracle Zone” non è solo un film, ma il frutto di un “sogno condiviso”, come lo definisce lo stesso autore, nato nel contesto della pandemia.
DICHIARAZIONE DEL REGISTA:
“Nato durante la pandemia, ‘Miracle Zone’ è il frutto di un sogno condiviso da un cast e una troupe internazionali. È un viaggio tra paesaggi straordinari che si trasforma in un grido contro la guerra e in un inno alla speranza, ricordandoci che anche nei tempi più bui i miracoli sono possibili.”
Sadreddini ha scritto, prodotto e diretto questo suo primo lungometraggio, dimostrando una visione d’autore completa e matura.
Alexander Sadreddini, Tra BBC e Cinema D’Autore
Alexander Sadreddini vanta un curriculum che spazia dal giornalismo visivo alla regia indipendente. Regista e sceneggiatore anglo-iraniano, ha già ottenuto riconoscimenti per i suoi lavori precedenti, come il cortometraggio Rebirth (2015), premiato come Miglior Commedia al Madrid International Filmmakers Film Festival.
Parallelamente alla sua attività cinematografica, Sadreddini lavora dal 2008 per la BBC di Londra come visual producer. La sua esperienza nel mondo dei festival include anche ruoli di giurato: è stato Presidente di Giuria al Muscat International Film Festival (2018) e membro di giuria al Sochi International Film Festival (2024).
Il successo al Salento International Film Festival non fa che consolidare la posizione di Sadreddini come una delle voci più interessanti e culturalmente ibride del cinema contemporaneo.
