Le donne protagoniste dall’Iran all’Italia; l’esperienza iraniana e quella italiana.
Il 16 giugno ha avuto luogo una conferenza online dal titolo: Illustrazione dei modelli di partecipazione e protagonismo delle donne nel nuovo ordine mondiale, nel corso della quale l’esperienza iraniana nell’ambito dell’azione sociale, politica ed economica è stata messa a confronto con quella italiana; l’evento è stato posto in essere dalla Direzione Generale per gli Affari delle Donne e della Famiglia all’Estero dell’Organizzazione per la Cultura e le Relazioni Islamiche, in collaborazione con l’Ufficio Culturale della Repubblica Islamica dell’Iran in Italia. Ad arricchire il dibattito e lo scambio di prospettive sono stati i relatori d’eccellenza presenti: il dottor Abolfazl Eqbali, membro del corpo accademico del Dipartimento di Studi sulle Donne e la Famiglia dell’Università al-Zahra; la dottoressa Zeinab Rastgar-Panah, Direttrice Generale degli Affari delle Donne e della Famiglia all’Estero dell’Organizzazione per la Cultura e le Relazioni Islamiche; l’Onorevole Zeinab Gheisari, membro del Parlamento della Repubblica Islamica dell’Iran; Elisa Giorni, professoressa presso il Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università degli Studi Roma Tre.
Il dibattito, avvenuto in un clima conviviale e di reciproco rispetto, ha visto il susseguirsi delle differenti esperienze (quella italiana e quella iraniana) per quanto riguarda le effettive possibilità, non solo teoriche ma anche e soprattutto pratiche, delle donne di inserirsi nella società, di infondere in essa le proprie prospettive e, persino, di dirigerla. Ad aprire il dibattito è stata la dottoressa Zeinab Rastgar-Panah, la quale ha esposto gli indicatori principali della capacità d’azione economica delle donne secondo i documenti internazionali: per quanto riguarda l’indipendenza finanziaria e la proprietà dei beni, la storia della Persia, come ha spiegato la dottoressa, è costellata di figure femminili simbolo di indipendenza, intraprendenza e gestione economica. Per quanto concerne la partecipazione al mercato del lavoro, è stato posto in evidenza il lavoro “invisibile” delle donne, che avviene tramite le piattaforme digitali o nei settori educativi e sanitari in assenza di contratti solidi, rientrando nel campo della “economia informale”. In Iran è inoltre vietata la discriminazione di genere nella retribuzione, sebbene il divario retribuivo sia una realtà. Per quanto riguarda la sfera dei lavori non retribuiti, secondo l’Islam la donna non ha alcun dovere legale o religioso di svolgere le faccende domestiche gratuitamente, potendo perfino chiedere il compenso al marito per il proprio lavoro.
Ha fatto seguito l’intervento della professoressa Elisa Giorni, la quale ha ripercorso le varie conquiste che le donne hanno ottenuto in Italia, dal diritto al voto nel 1945, esercitato l’anno successivo per eleggere i membri dell’Assemblea costituente; alla rinuncia della dirigenza maschile della famiglia nel 1976, prima della quale la donna doveva ubbidire al marito e seguirlo dovunque egli risiedesse; all’abolizione del delitto d’onore nel 1981, che prevedeva uno sconto della pena per quegli uomini che uccidevano le mogli in seguito ad un tradimento; al passaggio della violenza sessuale da “reato contro la morale” a violazione dei diritti inalienabili della persona; fino al riconoscimento del reato di femminicidio nel 2025: in Italia, infatti, un femminicidio avviene ogni due giorni e quasi 2/3 di questi casi sono commessi da fidanzati, ex-fidanzati, mariti o ex-mariti che non accettano che la donna scelga di porre fine alla relazione o che rifiutano di essere respinti. La professoressa ha concluso il suo intervento con un elogio del femminismo quale motore di tutti i cambiamenti sopracitati, rivendicando il vero significato della parola, ovvero “ricerca di uguaglianza di genere”, e non quello che le viene spesso attribuito, ovvero “sopraffazione di un genere sull’altro”.
Di seguito è intervenuto il dottor Abolfazl Eqbali, che ha posto in evidenza la “donna musulmana iraniana” contro le narrazioni distorte e capovolte propagandate in Occidente. Egli ha descritto la presenza e l’attività sociale delle donne non solo come un diritto, ma un dovere: “Le donne devono intervenire nei destini fondamentali della società e svolgere un ruolo efficace”. L’uomo e la donna sono complementari tra loro, agiscono in sinergia e la donna, senza rinunciare all’elevazione personale, all’impegno per le questioni familiari e all’educazione delle generazioni, mette le proprie capacità e potenzialità anche al servizio del miglioramento delle condizioni della società. La forza della donna risiede nelle sue peculiarità, nei suoi poteri spirituali e motivazionali e nella capacità cruciale di regolare i sentimenti e le emozioni della società.
Ha concluso l’intervento l’Onorevole Zeinab Gheisari, la quale ha delineato la donna non solo come una partecipante alle strutture esistenti, ma quale una delle costruttrici e direttrici di tali strutture. Prendendo in esame la recente aggressione israelo-statunitense, la parlamentare ha descritto come le donne, con una gestione intelligente dell’istituzione familiare, hanno prevenuto l’insorgere di traumi psicologici e sociali di fronte alle pressioni della guerra, trasformando la famiglia in un fulcro di pace; inoltre, la presenza efficace delle donne nei settori della salute e delle cure mediche, del soccorso e del supporto logistico, ha dimostrato che la specializzazione femminile è una parte inseparabile della gestione delle crisi e della potenza nazionale; infine, le donne attive nel campo dei media e della cultura, raccontando la verità, gestendo l’opinione pubblica e contrastando la guerra psicologica, hanno impedito la distorsione della realtà della difesa nazionale. L’Onorevole Gheisari ha poi descritto la capacità d’azione delle donne in politica come un processo multidimensionale che deve stabilire un equilibrio tra crescita umana, giustizia culturale, stabilità sociale e solidità della famiglia, identificando nel ruolo centrale e fondativo della famiglia il ponte di congiunzione tra la tradizione iraniana e quella italiana.
A conclusione dell’evento, il Direttore dell’Istituto Culturale dell’Iran, il dottor Majid Emami, ha espresso il desiderio di realizzare in un prossimo futuro ulteriori incontri simili, al fine di rafforzare le relazioni tra questi due Paesi, l’Italia e l’Iran, che sono stati culle di civiltà e di innovazione.
