Il teatro millenario di Siavash Sattari al 51° Festival di Morgana.
L’incanto della tenda notturna persiana incontra il cuore antico della Sicilia: tre appuntamenti d’eccezione a San Mattia ai Crociferi per riscoprire, attraverso i fili invisibili della celebre maschera iraniana, la radice comune del teatro di figura universale.
Con il suo spirito arguto, il volto iconico e quella satira pungente che da secoli sfida le convenzioni del potere, Mubarak la maschera più amata della tradizione popolare persiana approda per la prima volta nel cuore del Mediterraneo. Nel solco tracciato dalla 51ª edizione del Festival di Morgana, intitolata Figure in viaggio tra Oriente e Occidente e promossa dal Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino dal 5 al 22 novembre 2026, l’arrivo a Palermo dello spettacolo Kheymeh Shab Bazi, portato in scena dal Saina Puppet Theatre Group sotto la guida del maestro Siavash Sattari, non rappresenta soltanto un evento teatrale di raro pregio internazionale, ma il manifesto stesso di una poetica dell’incontro.
In un’epoca segnata dalla frammentazione e dalla tentazione di ridurre le identità culturali a confini rigidi e impenetrabili, il teatro di figura riafferma la propria natura nomade, porosa e dialogica. Accogliere nello storico quartiere palermitano della Kalsa la tradizione millenaria delle marionette a fili dell’Iran, significa restituire alla scena la sua vocazione originaria: quella di uno spazio franco in cui la memoria artigiana diventa linguaggio universale e antidoto al disincanto contemporaneo.
La scena segreta: estetica, voce e ribellione nel Kheymeh Shab Bazi
Le radici del Kheymeh Shab Bazi letteralmente il «teatro di marionette nella tenda notturna» affondano nel V secolo del calendario islamico (periodo hijri). Nato come arte itinerante nei vicoli, nei mercati, nei bazar e nelle piazze pubbliche della Persia, questo dispositivo scenico ha attraversato i secoli mantenendo intatta una duplice tensione: l’incanto dell’intrattenimento popolare e la lucidità dello specchio critico puntato sulle contraddizioni della società.
Dal punto di vista strettamente drammaturgico e formale, il Kheymeh Shab Bazi si fonda su una rigorosa architettura dello sguardo e dell’ascolto:
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Il microcosmo della tenda (kheyme): A differenza di molte tradizioni occidentali, lo spazio scenico è racchiuso in un caratteristico teatrino portatile in miniatura dietro le cui quinte il marionettista scompare interamente, lasciando alle figure di legno e stoffa il dominio assoluto del visibile.
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L’alchimia acustica del Safir: Il vertice del virtuosismo tecnico risiede nella fonazione. L’artista trattiene in bocca il Safir, un minuscolo e antico strumento a fiato che consente di trasfigurare, stilizzare e modulare il timbro vocale in registri acuti, rapidi e inconfondibili, generando una partitura sonora che dialoga dal vivo con il musicista fuori scena.
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Mubarak, la maschera dell’irriverenza etica: Perno drammaturgico dell’intera rappresentazione è proprio Mubarak. Con i suoi abiti tradizionali e l’umorismo brillante e immediato, incarna l’archetipo universale del servo indomito: attraverso l’improvvisazione e l’ironia, affronta apertamente complesse questioni sociali, politiche ed etiche con una libertà di parola che solo il corpo ligneo della marionetta sa conquistarsi.
Il maestro Siavash Sattari e il Saina Puppet Theatre Group
Se questa forma d’arte continua a pulsare nel presente senza cristallizzarsi in puro reperto museale, il merito appartiene alla ricerca instancabile di Siavash Sattari, tra i più autorevoli maestri burattinai della scena internazionale contemporanea, e del suo Saina Puppet Theatre Group.
Con sede a Teheran presso l’Iran Kheimeh Shab Bazi House-Museum spazio culturale interamente dedicato alla conservazione dei burattini storici e alla diffusione di quest’arte attraverso spettacoli e laboratori educativi la compagnia di Sattari opera su un doppio binario: da un lato la tutela filologica della manipolazione a fili tradizionale, dall’altro una vitalità pedagogica che porta questa disciplina a confrontarsi con le platee e le scuole di tutto il mondo. A Palermo, il dialogo silenzioso tra i fili persiani di Sattari e le aste metalliche dell’Opera dei Pupi siciliana rivela una sorprendente fratellanza antropologica: la comune capacità di trasformare la materia inanimata in coscienza viva di una comunità.
Calendario degli appuntamenti e informazioni utili
Gli spettacoli di Kheymeh Shab Bazi e l’incontro di approfondimento culturale dedicato alla tradizione persiana si terranno a Palermo presso l’Ex Noviziato di San Mattia ai Crociferi (Via Torremuzza, 28 quartiere Kalsa) secondo il seguente calendario:
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Venerdì 13 novembre 2026, ore 20.00 Kheymeh Shab Bazi, spettacolo a cura del Saina Puppet Theatre Group (Iran).
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Sabato 14 novembre 2026, ore 17.00 Iran: i segni di una magnifica cultura, conferenza di approfondimento con Marcella Croce.
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Sabato 14 novembre 2026, ore 18.00 Kheymeh Shab Bazi, replica dello spettacolo del Saina Puppet Theatre Group (Iran).
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Domenica 15 novembre 2026, ore 11.00 Kheymeh Shab Bazi, replica mattutina dello spettacolo del Saina Puppet Theatre Group (Iran).
