12 marzo;Giornata Nazionale di  Nizami Ganjavi; il Sommo poeta persiano

La giornata Nazionale  Nizami Ganjavi. Un poeta persiano.

Niẓāmi-ye Ganjavī (1141-1209), è il più grande poeta epico-romanzesco della letteratura persiana, che per la sua capacità miracolosa nel descrivere e immaginare, creò un nuovo stile nella letteratura persiana. L’utilizzo dei concetti gnostici e logici hanno donato l’aspetto misterioso alle sue poesie che conduce il lettore a pensare con maggiore profondità.
Nelle sue opere si notano le numerose metafore, i pensieri profondi, i segreti e le passioni. Nizami con la sua ispirazione del mondo iranico, sia prima che dopo l’arrivo dell’islam, è riuscito a donare il senso dell’unità a tutte le nazioni che costituiscono la civiltà dell’Iran.

In Iran, il giorno 12 marzo è stato riconosciuto la giornata di Nizami per commemorare il sommo poeta persiano.

Tutt’il mondo un corpo pare e la Persia è il suo cuore
Non si vergogna di tal paragone colui che col vanto lo professa!
O Persia! O del pianeta il cuore! Il cor è del corpo la parte migliore.

Per presentare meglio questo «poeta persiano» (come inequivocabilmente lo definisce anche la famosa e autorevole Enciclopedia Treccani.

basta ricordare alcuni dei suoi capolavori conosciuti e apprezzati in tutto il mondo:

 

– Makhzan al-Asrar (L’Emporio dei segreti) di argomento mistico-religioso, contenente 2260 versi.

– Khosrow e Shirin, di tono romanzesco, il cui titolo deriva dai nomi di una delle più celebri coppie della letteratura persiana, contenente 6500 versi.

Majnun e Leylà, altro romanzo in versi, che ha per protagonista un’altra coppia celebre della tradizione letteraria persiana, contenente 4700 versi, tradotto ed edito in Italia come Majnun e Leylà, a cura di G. Galasso, Adelphi 1985.

-Haft Peykar, “romanzo di formazione” che ha per protagonista il sovrano sasanide Bahram Gur (Vahram V) del IV secolo, contenente 5136 versi, tradotto ed edito in Italia come Le sette principesse, a cura di Alessandro Bausani, Rizzoli-BUR 1996 (prima edizione 1982).

-Eqbal-name, che narra la vicenda orientale di Alessandro, tradotto ed edito in Italia come Il Libro della fortuna di Alessandro (a cura di Carlo Saccone, Rizzoli BUR 2002 (prima edizione 1987).

Si tratta di opere tutte in lingua persiana, e anche altri sommi poeti persiani come Sheykh Bahai ricordano nelle loro poesie che la sua città natale fu Tafresh (nei pressi della più nota città di Qom, motivo per il quale l’Enciclopedia Treccani riporta quest’ultima città come suo luogo di nascita) e quella in cui morì Ganja (che si trova nell’attuale Azerbaijan). Peraltro la città di Ganja fece parte della Persia fino 1813, quando, alla fine della guerra russo-persiana, con il Trattato di Golestan fu ceduta alla Russia, evento che però non può intaccare l’evidente e profonda identità persiana di questo poeta e il suo contributo alla lingua e letteratura persiana. Come dice Alessandro Bausani, il più grande iranista italiano: «Nezami è senza dubbio il più grande narratore della letteratura persiana classica.

Non separare la perla buona dal filo; fuggi da chi è di natura malvagia.

Una natura malvagia agisce in modo coerente: non hai sentito che la natura non sbaglia?

L’uomo dal carattere malvagio non mantiene fede a nessuno; la natura errante non manca di sbagliare.

Lo scorpione, dal momento che è per natura cattivo, lasciarlo vivere è una colpa, ucciderlo, bene.

Cerca la conoscenza, poiché attraverso la conoscenza fai sì che le porte per te siano aperte e non chiuse.

Chi non si vergogna di imparare può estrarre perle dall’acqua, rubini dalla roccia.

Mentre colui al quale non è attribuita alcuna conoscenza, quella persona scoprirai si vergogna di imparare.

Quanti, acuti di mente, si affaticano a vendere ceramiche per mancanza di perle da vendere!

Quanti ottusi, attraverso l’insegnamento, si fanno giudici supremi dei Sette Climi!

 

In occasione di questa grande giornata Diruz organizza l’incontro

Nizami Ganjavi

Poeta Persiano

 

Sabato 11 marzo alle ore 19.00

 

Per seguire la trasmissione cliccare qui

 


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Nezāmi Ganjavi (1141-1209)

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