Aqiqeh

Uno dei riti che si svolge in molte zone dell’Iran è il rito aqiqeh. Questa festa è legata alla felicità per la nascita dei bambini ed ha origine nelle tradizioni islamiche e nelle credenze popolari che hanno un ruolo particolare tra le persone fedeli alle usanze religiose.
Questo rito si svolge sette giorni dopo la nascita del bambino per preservarlo dalle disgrazie e nel corso di questo viene sacrificato un animale (pecora, capra, mucca o cammello). Di solito è preferibile che questo animale sia maschio per il figlio maschio e femmina per la figlia femmina e che sia di colore nero, che abbia più di due anni, che non sia ferito, magro e cieco.
Nel momento dell’uccisione dell’aqiqeh (animale sacrificato) si recitano delle preghiere, la carne si può dividere cruda o cotta tra i poveri, gli amici, i vicini oppure cuocerla ed invitare delle persone a consumarla che siano almeno dieci. Questa carne non viene consumata dal bambino e dalla sua famiglia.
Le ossa di questa vittima non vengono rotte e non bisogna buttarle via, queste vengono raccolte e seppellite in una buca, anche la pelle della pecora sacrificata si utilizza e viene donata alla moschea come tappetino da preghiera.
Una delle azioni che si compiono prima dello sgozzamento dell’animale è quella di rasare i capelli di un bambino per cui si è fatto un voto. Esfahān, Shirāz, Kermān, Mashhad, e in particolare il villaggio di Chandaq che è tra i distretti della regione di Esfahān, sono i luoghi in cui questo rito viene compiuto secondo le modalità tradizionali del passato.
La qualità dello svolgimento di questa usanza varia da città a città.