Fatima Zahra: La Figlia del Profeta e Simbolo di Resistenza nell’Islam Sciita

Fatima Zahra: La Figlia del Profeta e Simbolo di Resistenza nell’Islam Sciita.

Una delle ricorrenze più significative del calendario religioso sciita in tutto il mondo sono i “Giorni fatimidi” (Ayyam Fatimiyya), un’occasione preziosa per rivolgersi con devozione alla personalità e alla posizione della più importante donna del mondo islamico. L’unica figlia del Profeta dell’Islam non fu soltanto una donna credente e una compagna fedele al suo fianco negli anni difficili della predicazione e della diffusione della parola di Dio, ma rappresenta anche il più importante simbolo di purezza (Tahera), di veridicità (Siddiqa) e di innocenza tra i musulmani.

Fatima Zahra, chiamata Umm Abiha – “madre di suo padre” – per l’intenso affetto e la cura che dedicò al Profeta nei diciotto anni della sua vita, è venerata dagli sciiti come Sayyidat Nisa’ Ahl al-Janna, la “Signora delle donne del Paradiso”. Pur essendo una donna, ella incarnò la più importante forma di protesta politica del suo tempo. Gli sciiti credono che Fatima Zahra raggiunse il martirio a causa delle sofferenze spirituali e delle persecuzioni subite nei due-tre mesi successivi alla morte del padre. E sebbene con il suo martirio si conclusero i suoi sermoni, le sue proteste e le sue rivendicazioni, gli insegnamenti e la via da lei tracciata per preservare l’autentica eredità del Profeta rimasero immortali.

In lingua italiana esistono un libro di Sayyid Ja’far Shahidi (storico iraniano dell’Islam) e un breve articolo del professor Massimo Campanini (1954-2020) dedicati a Fatima Zahra. In occasione dei giorni consacrati alla memoria di Fatima, ripubblichiamo questo prezioso contributo tratto dal sito dell’Enciclopedia delle Donne.

 

Fatima bint Muhammad

La Mecca 605 ca. – Medina 632

DI Massimo Campanini

Figlia prediletta del Profeta Muhammad (Maometto) Fatima ha avuto il singolare destino di una straordinaria fortuna postuma, sebbene della sua breve vita non sappiamo moltissimo e sebbene, di primo acchito, appaia una figura scialba se paragonata a sua madre, Khadija, e soprattutto a un’altra moglie del Profeta, ‘Aisha. Di fatto, si può paragonarla a Maria madre di Gesù, essa stessa di modesta rilevanza nei Vangeli canonici ma in seguito oggetto di un culto universale.

La tradizione più accreditata afferma che Fatima nacque nel 605, ultima di quattro figlie femmine di Muhammad e Khadija (tutti i figli maschi del Profeta morirono in tenera età). Fu fatta sposare al cugino del padre, ‘Ali, e dal matrimonio nacquero Hasan nel 625 e Husayn nel 626, i due unici discendenti maschi del Profeta, oltre a due femmine. Toccò a Fatima e al marito ‘Ali seppellire Muhammad subito dopo la sua morte nel giugno 632, ma la giovane non gli sopravvisse a lungo, morendo a sua volta pochissimi mesi dopo o al più tardi all’inizio del 633. Le testimonianze le attribuiscono un carattere malinconico e riservato, nonostante l’affetto privilegiato di cotanto genitore che giunse perfino a proibire ad ‘Ali di prendere una seconda moglie onde non arrecarle dolore.

Questi i dati scarni, sicuri, di una biografia che si è aureolata di leggenda. Fatima è stata infatti descritta innanzi tutto come madre e moglie esemplare, come il modello della moglie e della madre, senza derogare al posto a lei dovuto all’interno della società. Il grande pensatore sciita rivoluzionario ‘Ali Shariati (1933-1977) così ne parla: “Che cosa ha da offrire l’Islam al tempo presente? Il volto di Fatima, il volto di una donna che ha vissuto, parlato, svolto un ruolo nella moschea, nella società, nella formazione dei figli, nella famiglia, nell’impegno sociale”. È stata Fatima ad aver scelto ‘Ali, non subì l’imposizione dei costumi patriarcali, sebbene altri maggiorenti di Mecca la desiderassero. Si trattava di una scelta predestinata per il bene dell’umanità, ma comunque effettuata nella piena consapevolezza della speciale statura del suo sposo.

L’aspetto più caratterizzante è in ogni caso quello che ne fa il personaggio femminile della “famiglia del Profeta”, gli ahl al-bayt, venerata dai sunniti ma esaltata al massimo grado dagli sciiti che, come noto, riconoscono in ‘Ali il primo imam e l’autentico successore designato di Muhammad. Il Corano nel versetto 33,33 accenna all’eccellenza degli ahl al-bayt, che Dio accredita di speciale purezza, pur senza citarli per nome, ed è la tradizione successiva che fa di Muhammad, Fatima, ‘Ali, Hasan e Husayn i “cinque puri”, coloro i quali furono insieme avvolti per protezione e distinzione dal mantello del Profeta. La cerchia ristretta perciò non comprende Zaynab, figlia di ‘Ali e Fatima e dunque sorella di Hasan e Husayn. Ma Zaynab pure è veneratissima, perché fu lei nel 680 a Kerbelà a raccogliere le reliquie del corpo scempiato di Husayn, ucciso dagli Omayyadi, e a lei è dedicato un celebre frequentatissimo santuario al Cairo nel popolare quartiere di Sayyida Zaynab.

Fatima venne poi denominata “la splendente” (al-zahra) ed è attributo quanto mai appropriato se si pensa a una interpretazione mistica sciita del famoso versetto coranico “della Luce” (24,35) che contiene un’allegoria della Luce di Dio come di una nicchia in cui vi è una lampada, contenuta in un cristallo, che brilla come stella lucente. Ebbene, la nicchia indicherebbe proprio Fatima, figlia di Muhammad e moglie di ‘Ali, ricettacolo della vita; il cristallo rappresenterebbe Hasan, il primo figlio di Fatima e ‘Ali, la cui fragilità era simile a quella di un vetro; Husayn, il secondo e più celebre figlio di Fatima e ‘Ali, sarebbe raffigurato dalla stella lucente, essendo luce e guida degli uomini, esempio per tutti col suo martirio.

Su Fatima sono state scritte innumerevoli laudi e poemi, esaltandone l’eccezionalità e l’immacolatezza, e il suo nome è oggetto di preghiere e fonte di protezione. La “mano di Fatima” è un amuleto che si vende in tutti i mercatini delle città arabo-islamiche e che moltissime donne portano al collo o al polso. A forma, appunto, di mano, iscritto di versetti coranici, giaculatorie e scongiuri, è ritenuto assai efficace contro il malocchio. Una delle più importanti dinastie sciite che abbiano regnato sul mondo musulmano, sia pure ismailita e non imamita maggioritaria, è stata quella dei Fatimidi che facevano risalire alla discendenza di Fatima la loro origine e che istituirono un califfato in Nord Africa e in Egitto tra il 909 e il 1171.

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