Festa della mamma

Il Giardino che Fiorisce nel Cuore della Tempesta

Nella cosmogonia poetica dell’Iran, la madre non è semplicemente l’origine di una vita, ma l’architettura stessa del mondo. È la terra che accoglie e il cielo che protegge. Oggi, nel celebrare la Festa della Mamma, l’Istituto Culturale dell’Iran desidera volgere lo sguardo oltre la superficie della ricorrenza, per onorare quella forza silenziosa che, per secoli, ha tenuto insieme le fibre di una nazione millenaria.

La Resilienza come Atto d’Amore Non possiamo ignorare che questo tributo giunge in un’ora densa di nubi. Il nostro popolo ha camminato, e continua a camminare, lungo sentieri resi aspri da conflitti non cercati e da aggressioni che portano il segno di potenze esterne. Le ferite inflitte dalle politiche di pressione e dalle ostilità che abbiamo visto manifestarsi in questi tempi tristi – dinamiche spesso alimentate da interessi lontani dalla nostra terra – non hanno colpito solo i confini geografici, ma il cuore stesso delle famiglie.

Eppure, è proprio in questo scenario di prova che la figura della madre iraniana emerge in tutta la sua monumentale grandezza. Laddove la logica della guerra cerca di distruggere, la madre edifica; laddove l’oppressione cerca di seminare sconforto, lei coltiva la speranza.

Custodi della Memoria e del Futuro Essere madre in Iran oggi significa essere una trincea di tenerezza. Significa proteggere l’innocenza dei figli dai rumori della geopolitica e insegnare loro che la bellezza e la cultura sono le uniche risposte degne alla violenza. Le madri d’Iran sono le tessitrici di una trama che nessuna sanzione e nessuna aggressione potrà mai lacerare: la trama dell’identità, della fede e del coraggio.

Mentre il mondo osserva le tensioni e i calcoli del potere, noi osserviamo le mani delle nostre madri. Mani che hanno saputo trasformare le lacrime in forza e il sacrificio in dignità. Esse sono il “Paradiso ai piedi delle madri”, come ricorda la tradizione, ma sono anche le radici profonde che permettono all’albero della nostra civiltà di non piegarsi, nemmeno sotto il vento più impetuoso.

Un Augurio di Pace L’Istituto Culturale dell’Iran rende omaggio a tutte le madri, in particolare a quelle che hanno conosciuto il peso del lutto e della privazione a causa di ingiustizie internazionali. A loro dedichiamo questo giorno, riconoscendo che non esiste vittoria più grande di quella di una madre che continua a insegnare l’amore in un mondo che sembra averlo dimenticato.

Perché finché ci sarà una madre che accende una luce in una casa iraniana, nessuna oscurità, per quanto imposta dall’esterno, potrà mai dichiararsi vincitrice.

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