Il messaggio di Ayatollah Khamenei in occasione del mese di Pellegrinaggio

Il messaggio di Ayatollah Khamenei in occasione del mese di Pellegrinaggio

Il messaggio del Ayatollah Khamenei ai pellegrini alla casa di Dio.

Nel Nome di Dio Clemente e Misericordioso

La lode appartiene unicamente a Dio, Signore dei Mondi, e la pace e le benedizioni discendano sul nostro Profeta Muhammad, sulla pura Gente della sua Casa e sui suoi Compagni prescelti.

Ringraziamo Dio, Onnipotente e Saggio, per aver una volta ancora reso la stagione benedetta del Pellegrinaggio (Hajj) luogo di incontro per le nazioni islamiche, e per aver offerto loro questo cammino frutto della Sua grazia e misericordia. La Ummah islamica può osservare ancora una volta la propria unità e armonia in questo specchio limpido e senza tempo, e cogliere simile opportunità per allontanarsi da quegli elementi che conducono alla sedizione ed alla divisione.

L’unità della Ummah islamica è uno dei due principali pilastri del Pellegrinaggio, che se accompagnato con la spiritualità e il ricordo di Dio – che costituiscono l’altro pilastro di questo misterioso dovere religioso – può condurre la Ummah islamica al raggiungimento delle sublimi vette della nobiltà e della prosperità: “Tutto il potere appartiene ad Allah, al Suo Messaggero e ai credenti”. [Corano 63:8]. L’Hajj è una combinazione di questi due elementi, uno politico e l’altro spirituale, essendo la sacra religione dell’Islam una gloriosa e maestosa fusione della sfera politica in quella spirituale.

Nella storia recente i nemici delle nazioni musulmane hanno compiuto grandi sforzi onde indebolire questi due elisir vivificanti, cioè l’unità e la spiritualità, tra i nostri popoli. Indeboliscono e sbiadiscono la spiritualità promuovendo lo stile di vita occidentale, privo di Spirito e originato da una visione miope e materialistica del mondo, e si sforzano di minare l’unità diffondendo ed enfatizzando cause illusorie come le differenze linguistiche, razziali e geografiche.

L’Ummah islamica, della quale adesso osserviamo un piccolo esempio nel Pellegrinaggio, deve insorgere con tutto il proprio essere contro questa minaccia: da una parte dobbiamo rafforzare il ricordo di Dio, agire per Lui, e nelle nostre menti contemplare le Sue parole e avere fiducia nelle Sue promesse, e dall’altra parte tutti devono operare per abbattere i fattori di divisione e discordia.

Quanto si può affermare oggi con certezza è che l’attuale situazione del mondo islamico è più pronta che mai per questo prezioso sforzo. Prima di tutto perché le élite e gran parte della popolazione nei Paesi islamici sono ora consapevoli della propria grande ricchezza sapienziale e spirituale e della loro importanza e valore. Ormai oggi liberalismo e comunismo, che rappresentano i più significativi contributi della civiltà occidentale, non hanno più lo stesso fascino di cento o cinquanta anni fa. La credibilità della democrazia occidentale guidata dal capitale è seriamente messa in discussione, e i pensatori occidentali ammettono la propria confusione tanto nel campo teorico quanto in quello pratico. Osservando questa situazione, i giovani, gli intellettuali, gli scienziati e sapienti religiosi all’interno del mondo islamico sono in grado di acquisire nuove prospettive sulla ricchezza e il valore delle proprie conoscenze e sulle principali correnti politiche dei propri Paesi. Questo è il “risveglio islamico” a cui ci riferiamo continuamente.

In secondo luogo, questa autocoscienza islamica ha creato un fenomeno meraviglioso e miracoloso, nel cuore stesso del mondo islamico, che pone seri problemi alle potenze arroganti. Il nome di questo fenomeno è quello della “Resistenza”, e la sua realtà si manifesta nel potere della fede, nel jihad sulla via di Dio e nella totale fiducia nell’Altissimo. Si tratta dello stesso fenomeno rispetto al quale, nel periodo iniziale dell’Islam, vennero rivelati i seguenti nobili versetti:

“Dicevano loro: “Si sono riuniti contro di voi, temeteli”. Ma questo accrebbe la loro fede e dissero: “Allah ci basterà, è il Migliore dei protettori”. Ritornarono con la grazia e il favore di Allah, non li colse nessun male e proseguirono il Suo compiacimento. Allah possiede grazia immensa.” (Sacro Corano, 3:173-174)

La situazione in Palestina è una delle manifestazioni di questo stupefacente fenomeno che è stato in grado di far retrocedere il sovversivo regime sionista da una posizione aggressiva e sbraitante a una difensiva e passiva, e di imporgli gli attuali evidenti problemi politici, di sicurezza ed economici. Altri brillanti esempi di resistenza islamica possono essere osservati chiaramente in Libano, Iraq, Yemen e in altri luoghi.

In terzo luogo, accanto a tutto ciò, il mondo è attualmente testimone di un modello di successo e di un orgoglioso esempio di potere e governo politico dell’Islam nell’Iran islamico. La stabilità, l’indipendenza, il progresso e l’onore della Repubblica Islamica rappresentano una grande, significativa e attraente realtà che può attirare il pensiero e i sentimenti di ogni musulmano consapevole. Le debolezze e le azioni a volte sbagliate dei funzionari di questo ordinamento, che hanno ritardato il raggiungimento di tutte le benedizioni del governo islamico, non hanno mai potuto scuotere le solide fondamenta o fermare i passi decisi compiuti nel sentiero del progresso materiale e spirituale della Repubblica Islamica.

In cima a queste solide fondamenta troviamo la sovranità dell’Islam nei rami legislativo ed esecutivo, l’affidarsi al voto popolare nelle questioni amministrative più importanti del Paese, la completa indipendenza politica e il rifiuto di ogni inclinazione verso le potenze tiranniche. Questi pilastri possono costituire la base per un consenso tra nazioni e governi musulmani e nel contempo unire e coordinare la Ummah islamica nelle sue posizioni e collaborazioni.

Sono questi i principi ed elementi che nel mondo islamico hanno prodotto simili attuali condizioni favorevoli per un movimento armonioso e unito. Più di chiunque altro, i governi musulmani, le élite religiose e scientifiche, gli intellettuali indipendenti e i giovani in cerca di verità dovrebbero pensare di utilizzare al meglio queste condizioni favorevoli.

È naturale che le Potenze Arroganti, e gli Stati Uniti più di chiunque altro, siano preoccupate di una tale tendenza in seno al mondo islamico e che impieghino tutte le loro risorse per contrastarla. E questo è ciò che stiamo vedendo. Le tattiche che impiegano vanno dall’impero mediatico e i metodi della ‘soft-war’ al fomentare guerre e soffiare sul fuoco dei conflitti ibridi, fino alla spionaggio politico e agli atti di istigazione, minacce, corruzione e le altre forme di adescamento. Tutte queste tattiche vengono impiegate dagli Stati Uniti e da altre potenze arroganti per separare il mondo islamico dal suo legittimo percorso di risveglio e felicità. Il criminale e infame regime sionista è un altro strumento che usano nella regione per questo sforzo a tutto campo.

Grazie alla benevolenza e volontà divina questi tentativi nella maggior parte dei casi sono risultati sterili, e l’arrogante Occidente è diventato ogni giorno più debole nella nostra sensibile regione e, ultimamente, in tutto il mondo. L’angoscia e il fallimento degli Stati Uniti e del loro complice criminale nella regione – il regime usurpatore sionista – possono essere notati chiaramente nei recenti eventi di Palestina, Libano, Siria, Iraq, Yemen e Afghanistan.

D’altra parte, il mondo islamico pullula di giovani motivati ed energici. Le maggiori risorse per edificare il futuro sono la speranza e la fiducia in se stessi, beni che oggi abbondano nel mondo islamico e specialmente in questa regione. Tutti noi abbiamo il dovere di proteggere e accrescere questo patrimonio.

Non dovremmo tuttavia trascurare per un solo momento gli stratagemmi del nemico. Evitiamo l’orgoglio e la negligenza e aumentiamo la nostra vigilanza e i nostri sforzi, e in ogni momento preghiamo con attenzione e umiltà Dio Onnipotente e Saggio per il Suo aiuto. La partecipazione all’Hajj e ai suoi riti offre una grande opportunità per affidarsi totalmente a Dio e supplicarLo, e per riflettere e prendere decisioni.

Pregate per i vostri fratelli e sorelle musulmani in tutto il mondo e chiedete il loro successo e la loro vittoria. Chiedete anche l’aiuto e la guida divina per questo vostro fratello nelle vostre pure preghiere.

Che la pace e la misericordia di Dio discendano su di voi.

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Seyyed Ali Khamenei, 5 Dhu al-Hijjah 1443 – 05 Luglio 2022

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Fonte: Islamshia.org

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