L’Iran alla Biennale d’Arte di Venezia

Of being and Singing; opere di Lavasani, Alikhanzadeh e Mir Azimi.

Of being and singing. Il sapere collettivo maturato dagli artisti iraniani nei secoli è orientato a favore o contro vari concetti filosofici e mistici che esulano dall’estetica. Il concetto di mundus imaginalis è uno dei paradigmi principali soprattutto nell’arte visiva del Paese. Tradizionalmente, il pittore iraniano è convinto di rappresentare l’immagine dell’originale mediante la percezione materialistica.

Questo retaggio collettivo è rintracciabile nelle opere degli artisti contemporanei attraverso teorie e paradigmi innovativi. Un fenomeno che si fa più interessante quando si fonde con gli approcci e le tendenze dell’arte occidentale nell’era post-internet.

Of Being and Singing è una mostra commissionata dal commissario Hadi Mozaffari del Visual Arts Affair Office e Mehdi Afzali, CEO di Institute of Contemporary Arts Developments, ideata dal curatore Ali Bakhtiari e che espone opere di Reza Lavassani, Samira Alikhanzadeh e Ali Meer Azimi.

Basandosi sul titolo della mostra internazionale May You Live In Interseting Times, Of being and Singing è un omaggio alla vita, un omaggio ai momenti preziosi del passato, del presente e del futuro. Questa mostra porta un messaggio di pace da parte della comunità culturale e artistica iraniana, di solito poco trattata dai media internazionali.

Tre artisti che operano ognuno in discipline diverse, mostreranno l’Iran omaggiando la gloria e il tempo, l’identità e la memoria, la realtà e i sogni. Contrariamente all’immaginario comune esistente negli ambienti internazionali, che vuole l’arte iraniana basata su concetti e motivi locali, ognuno di questi artisti, con il proprio stile, mostrerà gli aspetti universali dell’arte iraniana.

Reza Lavassani (1962)

Nato e residente a Tehran. E’ un artista che usa vari materiali. L’installazione Life è iniziata nel 2012 e Reza ha lavorato per tre anni su tutti i diversi dettagli dell’opera. Ha scelto deliberatamente di lavorare con la carta pesta per evidenziare il concetto del riciclo, sia oggettivamente che simbolicamente. Quest’opera d’arte è una narrativa poeti ca sullo splendore della vita, e nello stesso tempo, un’immagine poetica del concetto del tempo. Il suo modo straordinario di presentare quest’opera d’arte descrive la fede eterna dell’artista nella ricreazione e nel ciclo eterno della vita, e arricchito con il suo tocco estetico.Life enfatizza la spettacolarità (e teatralità) della scultura e dell’allestimento.

Samira Alikhanzadeh (1967)

Con uno sguardo verso il futuro, ci ricorda il passato. Nata e residente a Tehran, dopo essersi laureata presso l’università d’arte, dopo aver esposto le sue prime opere pittoriche, non ha più dipinto. Ha spostato la sua attenzione verso nuovi media, i media del proprio tempo. Ha scelto le foto di famiglia come materia prima del proprio tempo e, manomettendo le immagini, ha analizzato le proprie idee sull’identità e la memoria. Samira, ritagliando i ritratti dallo sfondo delle vecchie foto e sistemandole su una trama metallica, conduce lo spettatore a cercare una narrazione visiva,che va oltre la sola visione delle fo- tografie.

Ali Meer Azimi (1984)

Vive e lavora a Isfahan. Ha attraversato ed esperimentato diversi mezzi espressivi, quali il cinema, la filosofia, le arti visive, per creare le proprie opere narranti. Lavorando sull’idea del “campo” e “controcampo”, e altresì sul “reversal dept” ed estendendole verso l’incompletezza della lingua e del sogno, ha creato una installazione attiva. L’idea principale del suo lavoro è il confronto tra il talento di apprendimento della lingua tra un bambino (essere umano), e un cucciolo di fringuello

Ali Bakhtiari (1985)

E’ un curatore, di base a Teheran. Avendo lavorato con diversi musei e isti tuzioni, la sua pratica si concentra sui rapporti tra arte e studi culturali. Lavora con film, grafica, pittura, sculture, e tutti i tipi di cultura materiale per rappresentare una mappa contemporanea della geografia culturale del suo paese. Il suo obiettivo è di espandere la consapevolezza internazionale delle correnti nell’arte e nella cultura iraniana. “A parte l’idea del tempo e dell’essere, ho considerato il concetto di Mundus Imaginalis, un approccio filosofico profondamente radicato nella storia dell’arte iraniana”, afferma Ali Bakhtiari in merito alla mostra.

Il progetto vuol rappresentare un omaggio alla gloria e al tempo, all’identità e alla memoria, alla realtà e ai sogni. Ognuno di questi artisti con il proprio stile e i propri mezzi espressivi mostra gli aspetti universali dell’arte iraniana.

Of Being and Singing
Dall’11 maggio al 24 novembre 2019
Luogo: Venezia, Fondaco Marcello
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