Riflessioni in occasione dell’Eid al-Adha

Riflessioni in occasione dell’Eid al-Adha

Unità, Fede e il Messaggio del Sacrificio.

Ci troviamo nel santo periodo dell’Hajj, il momento in cui i musulmani provenienti da ogni angolo del mondo si ricongiungono nella città santa della Mecca per assolvere all’obbligo prescritto dal Nobile Corano. È un tempo straordinario in cui le differenze culturali, sociali, economiche e politiche vengono accantonate in favore dell’unità della Ummah. L’intera comunità si riunisce come una grande e amorevole famiglia nella Casa del Signore, superando divergenze e dissapori nel nome di Allah e del Suo Profeta.

Proprio in questa lieta e benedetta occasione, il mondo islamico celebra l’Eid al-Adha, la Festa del Sacrificio. Questa ricorrenza ci invita a rammentare come la mano del profeta Abramo, pronto a sacrificare ciò che aveva di più caro per volontà divina, fu fermata da quella medesima imperscrutabile volontà. L’abnegazione e il totale abbandono di Abramo al suo Dio – lo stesso Dio venerato da ebrei, cristiani e musulmani – ci ricordano l’immensa forza insita negli esseri umani, la nostra naturale capacità di affidarci al Creatore e la profonda consapevolezza della subordinazione di questa vita terrena all’altra.

Non solo: Ismaele, il figlio pronto al sacrificio per compiacere l’Altissimo, rinnova in noi un profondo senso di responsabilità. La sua figura pone in evidenza come la nostra esistenza non sia altro che un breve lasso di tempo al servizio del Signore.

Armiamoci, dunque, della fiducia incrollabile di Abramo e della prontezza di Ismaele, affinché tali virtù divengano una salda corazza capace di proteggerci dalle insidie di questo mondo, che rappresenta una prova divina alla quale tutti siamo sottoposti.

Come il profeta Abramo, figura centrale e amata da ebrei, cristiani e musulmani, dobbiamo ritrovare il coraggio di affidarci pienamente a Dio, ponendo in secondo piano i beni materiali e gli attaccamenti transitori di questo stato esistenziale. È fondamentale ricordare e interiorizzare che nulla – né la forza né la volontà, né la ricchezza né la sicurezza, né il benessere né il potere  deriva da altri se non dall’Onnipotente.

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