Moschea Jām’eh di Gorgān

Moschea Jām’eh di Gorgān

La moschea Jām’eh di Gorgān si trova nell’omonima città (regione Golestān) accanto al bazar principale Na’lbandān e fu costruita nell’epoca selgiuchide dagli architetti turkmeni. Nelle epoche successive, dei Timuridi, dei Safavidi e degli Afsharidi fu ricostruita.

Le fonti storiche la fanno risalire all’anno 814 dell’Egira lunare. Essa, con decorazioni architettoniche particolari (una combinazione di mattoni e piastrelle, mattonelle ad encausto) e un minareto circolare e in mattoni, ha un cortile centrale a 4 iwān, 4 shabestān e un mihrāb.

In questa moschea ci sono molte iscrizioni su pietra; la più antica risale a prima del dominio dei Safavidi sull’Iran e appartiene al periodo dei governatori Kara Koyunlu o “Turcomanni della Pecora Nera”(826 Egira lunare).

In queste iscrizioni sono trattati argomenti come: vari editti storici di governatori e re, l’appellativo del governatore, narrazioni, storia e documenti dei restauri, donazioni relative alla moschea ecc..

Una delle più significative peculiarità della moschea Jām’eh di Gorgān è il suo antico minareto costruito in mattoni e in forma cilindrica e sopra di esso c’è un posto dove il muezzin può stare in piedi e pronunciare il richiamo alla preghiera; questo māzaneh (spazio semi aperto con copertura in legno) a quattro lati e con l’utilizzo di assi di legno ha una copertura inclinata simile ad un tetto di lamiera in terracotta.

Questo minareto ha un’ iscrizione in cui sono riportate delle informazioni in lingua pahlavi e cufica. Sopra il testo cufico c’è una decorazione con bei mattoni ripetuta tutt’ intorno al minareto sotto forma di nastro. Una sua parte nella composizione di lavorazione a mattoni è aperta e crea l’illuminazione all’interno.

Il collegamento alla stanzetta del māzaneh è costituito da 47 scalini a chiocciola intorno al minareto. Il minbar antico della moschea (del periodo timuride) che adesso è custodito in una bacheca di vetro, ha otto scalini in legno con intarsi ed è decorato con disegni floreali. Nelle dodici cornici ottagonali ci sono i nomi dei dodici Imam (A) e oltre a quelli  sul corpo a sinistra di questo pulpito ligneo sono presenti disegni islimi.

Nel minbar ci sono tre iscrizioni dell’epoca timuride e afsharide in calligrafia sols, naskh e nasta’liq. Risalgono anche ai tempi antichi due sportelloni di legno con intarsi rari.

Negli ultimi anni si è diffusa la voce che i fondatori della moschea durante la costruzione avessero sepolto un po’ di oro sotto uno degli shabestān al fine di utilizzarlo in seguito per i restauri. Tempo dopo è stata trovata una piccola quantità del prezioso metallo nell’area della moschea!

L’antico cimitero di Gorgān fa parte degli edifici intorno alla moschea, è stato realizzato contemporaneamente ad essa e per secoli ha conservato la sua funzione; nelle decadi passate è decaduto ma adesso una parte di esso è rimasta ed è collegata al bazar “Na’lbandān” mentre delle parti sono state sepolte sotto la madrasa Ansari e l’edificio della biblioteca della moschea Jām’eh.

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