Santuario dell’Imam Reza

Santuario dell’Imam Reza

Il santuario dell’Imam Reza (A), sepolcro dell’ottavo Imām degli Sciiti noto come Ali Ben Musa Al-Reza (A) (1 gennaio 766-26 maggio 819) è situato nella città di Mashhad. Il complesso del santuario è l’edificio storico-religioso più importante dell’Iran che per molti anni in periodi diversi è stato oggetto di attenzione da parte di tutti, tra cui i sovrani e i massimi esponenti del governo e nel corso della storia ha subito modifiche ed è stato testimone di molti eventi.

Il santuario dell’Imām Rezā (A) con i mausolei, le moschee, i mihrāb, le cupole, i goldasteh (spazio aperto posto al colmo del minareto in cui i muezzin chiamano i fedeli alla preghiera), i cortili, i portici, la biblioteca, i musei, la saqākhāneh (sorta di tabernacolo con acqua che viene bevuta dai pellegrini), le finestre in acciaio, la naghāreh khāneh, (luogo dove si suona il naghāreh, sorta di strumento a percussione), le vasche, le acquasantiere ricavate da un unico blocco, le porte d’oro, la foresteria, la sala da pranzo pubblica, la cripta e l’ospedale, costituisce il più grande complesso religioso al mondo che si estende su una superficie pari ad un milione di metri quadrati.

Esso è un tesoro inestimabile e racchiude tutte le arti, i vari tipi di decorazioni e l’autentica architettura iraniana come: la lavorazione a stucco, a specchi, la piastrellatura, la lavorazione con l’oro, l’argento, con le stoffe, la falegnameria, l’acciaieria, la lavorazione con il mattone, la calligrafia, l’intaglio e l’intarsio del legno e della pietra, il khatam kari (antica tecnica persiana di intaglio) ecc…

La prima cupola del santuario fu collocata all’epoca dei selgiuchidi sulla sommità della pietra del loro sepolcro in marmo; la cupola è a doppia copertura: la prima è il soffitto che si vede da sotto (all’interno del santuario), mentre la seconda è visibile dall’esterno ed è ricoperta da mattoni d’oro.

In periodi diversi sulla lapide (che è stata cambiata alcune volte) venivano collocati zarih (grate metalliche che sovrastano la tomba) diversi; il quinto e ultimo zarih, opera del maestro miniaturista iraniano Mahmud Farshchiān, è stato costruito secondo l’autentica architettura iraniana in acciaio e legno.

Tutti gli Sciiti in ogni angolo del mondo aspirano a compiere un pellegrinaggio a questo santuario. Ogni anno milioni di pellegrini provenienti da tutto l’Iran e da diverse parti del mondo intraprendono un viaggio verso questo luogo santo.

In un passato non molto lontano ogni persona che si recava a Mashhad e andava in pellegrinaggio al santuario dell’Imām Rezā (A), come l’appellativo “haji” e “karbalai”, al proprio nome veniva aggiunto il titolo di “mashhadi”.

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