Bazar Vakil

Bazar Vakil

Il Bazar Vakil è il bazar più importante di Shirāz e la sua costruzione all’epoca di Karim Khān Zand, è durata piu o meno dall’anno 1137 fino al 1156 dell’Egira solare. L’architettura di questo complesso riprende quella del bazar Qeysarieh Lār e del piccolo bazar boland di Esfahān.

Esso, dal punto di vista architettonico, è costituito da tre ambienti di entrata e di passaggio (uno spazio per il passaggio dei clienti), il davanti delle botteghe (dell’altezza circa di due gradini in più rispetto al livello del terreno), la zona dei negozi (luogo di vendita) e cinque grandi porte situate ai suoi quattro lati.

In questo bazar ci sono due vie principali che incrociandosi si tagliano l’una con l’altra; nell’intersezione di queste due vie si trovano quattro nicchie molto belle; un tempo sotto a queste c’era una grande vasca di marmo che a causa del rialzarsi del pavimento del bazar è scomparsa.

I materiali usati nella sua costruzione sono mattoni, stucco e calce, l’edificio è stato eretto sulle basi di un blocco di pietra levigata e questo tipo di bazar ha le fondamenta così stabili che nel corso della storia della sua costruzione, i terremoti della città di Shirāz non sono riusciti a provocare seri danni.

Il metodo per far penetrare la luce nel bazar Vakil è diverso da quello dagli altri; nel soffitto ci sono delle fessure che impediscono l’irradiazione diretta della luce verso l’interno e sono un ostacolo all’ingresso di una grande quantità di acqua all’interno del bazar quando piove molto.

Sotto il soffitto sono state praticate delle aperture e delle fessure per indirizzare la luce e l’aria sufficiente all’interno delle hojreha (ambienti in cui le merci venivano scambiate e conservate). Nella sezione superiore di questi locali ci sono delle finestre reticolate che hanno un ruolo nella creazione del calore idoneo e nel regolare l’afflusso  dell’aria.

Le botteghe di questo bazar spesso avevano una dispensa ed erano progettate su due piani. Qui c’erano anche alcuni caravanserragli antichi dai nomi Roughani, Gamarak e Ahmadi e un luogo dove si coniavano le monete la cui porta di ingresso era all’interno del bazar.

Ognuno di questi caravanserragli aveva alcuni locali. I nomi delle varie sezioni del bazar relativi all’attività che in ogni parte si svolgeva erano i seguenti: “Bazar bāzārān”, “Bazar Alāghe Bandān”(che in passato era il luogo di produzione e di vendita di vari tipi di filo, fiocchi, nastri di seta e di questo genere di merci ma oggi i venditori di tappeti e i profumieri hanno preso il loro posto), “Bazar Torkesh Duzha” (centro di vendita dei tappeti iraniani) il bazar dei costruttori di spade, il bazar dei ramai, dei cappellai, dei sellai, dei cristalli, dei sarti e dei venditori della stoffa termeh ecc…

Oggi il Bazar Vakil di Shirāz è una fusione del bazar tradizionale e di quello moderno dove sono esposte merci varie come: articoli di artigianato dei nomadi, stoffe di alta qualità, dolci tradizionali, distillati, vari tipi di tappeti tessuti a mano, kilim, gabbeh, jājim (tappetini), il feltro, vari tipi di pellame, bigiotteria tradizionale, tipi di recipienti in rame e argento, spezie, articoli di antiquariato, abiti tradizionali di Shirāz e merci locali ecc..

Un Bazar dal nome “Sarā-ye moshir” o “Golshan” è presente nelle vicinanze e annesso al Bazar Vakil e a causa della stretta vicinanza di questi due erroneamente si pensa che siano un unico bazar. Sarā-ye Moshir è uno dei bazar più belli ed affascinanti tra i bazar tradizionali dell’Iran.

Il Bazar Vakil di Shirāz nelle diverse epoche è stato esposto a cambiamenti e riparazioni fondamentali ed ha assunto l’aspetto odierno. Accanto al bazar ci sono altri luoghi come la moschea e l’hammam storico Vakil

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