Cittadella Karim Khan

Cittadella Karim Khan

La cittadella Karim Khan, situata al centro della città di Shirāz (regione Fārs), fu costruita tra gli anni 1766 e 1767 nel periodo di regno della dinastia Zand come importante memoria. Questa, con un’area di 4000 metri quadrati, un tempo è stata la residenza di Karim Khān Zand (1157-1083 Egira solare) e per questo motivo è diventata nota con il nome di Karim Khāni.

L’edificio della cittadella, con la facciata esterna lavorata a mattoni, è una mescolanza della particolare architettura safavide, delle reminiscenze di Takht-e Jamshid ed una combinazione di due architetture, residenziale e militare. La parte interna ha tre iwān, sei stanze abitative affrescate, un hammam privato, alcune stanze di servizio, qualche pozzo principale e alcuni giardinetti.

La presenza di 4 torri in mattoni circolari alte 14 metri, ognuna con tre piani separati, due stanze in ogni piano e una scalinata nei quattro angoli dell’edificio insieme ad un fossato scavato in precedenza intorno ad esso, mostra il ruolo difensivo della struttura.

L’altezza delle mura munite di pinnacoli è di 12 metri e il loro spessore alla base è di 3 metri. Una delle quattro torri di questa cittadella era pendente come la torre di Pisa e perciò veniva considerata una delle attrazioni turistiche di Shirāz.

Agli angoli delle mura della cittadella spiccano numerosi parapetti, sopra le pareti grondaie di pietra e feritoie nella mura per sparare e torri che hanno una porta verso il retro e il cui accesso è possibile dall’interno della cittadella.

Nella facciata esterna dell’ingresso un quadro a mattonelle appartenente al periodo qajaro raffigura la scena della battaglia di Rostam con il mostro bianco e sopra la porta di ingresso nella sezione interna dell’edificio erano presenti anche lavorazioni a piastrelle che oggi sono completamente scomparse.

Tutt’ intorno all’angolo del tetto sono stati creati alcuni pergolati di legno per prevenire il riflesso della luce e anche a scopo ornamentale.
Nel complesso nell’esterno dell’edificio e persino nel cortile interno, non si vedono molte decorazioni; queste sono soltanto nella facciata interna delle stanze e quelle esterne sono dipinti creati in svariati disegni con il mattone.

Le sezioni abitative della cittadella si trovano nei suoi tre angoli interni e in ognuno di questi si vede un iwān con due colonne in pietra che ha nei suoi due lati sei stanze internamente collegate fra loro.

Queste stanze hanno un portico, decorazioni in pietra e piastrelle, finestre reticolate con vetri colorati, una piccola stanza per conservare articoli casalinghi e sulle pareti si vedono delle sporgenze con stucco e una nicchia, illustrazioni, lavorazioni a muqarnas nei soffitti, iscrizioni ecc..che hanno conferito un aspetto particolare all’edificio.

In questi edifici sono stati creati piccoli corridoi con stanzette per il riposo della servitù. Di fronte a ogni iwān ci sono vasche quadrangolari con fontana fatte di pietra in un unico blocco.
L’acqua della cittadella di Karim Khān veniva assicurata da quella del qanāt (canale sotterraneo) Rakan Ābad che oggi essendosi deteriorato ha comportato l’interruzione del suo sistema di approvvigionamento di acqua.

La cittadella Karim Khāni ha un hammam privato che era la sua parte più integra e veniva utilizzato per il bagno della famiglia reale. Questo come molti degli hammam antichi ha uno spogliatoio, quattro piattaforme per sedersi e cambiarsi e sotto a quelle c’è il luogo dove posare le scarpe e gli indumenti.

Al centro dello spogliatoio c’è una vasca ottagonale e in un angolo di questa sezione è stato ideato un luogo per scaldare l’ambiente per mezzo di un fuoco e per preparare il the e il ghelyoon o narghilè.

Lo spogliatoio non era soltanto il posto dove ci si cambiava ma lì avevano luogo anche altre attività come la flebotomia, i tatuaggi, i massaggi, la conversazione, il bere un the e fumare il ghelyoon e un corridoio lo collegava al garmkhāneh (calidarium) che comprendeva tre parti: l’ambiente del calidarium, il khazineh (piccola stanza dell’hammam con vasca d’acqua calda contigua al calidarium) e il nurkhāneh (lo spazio più luminoso dell’hammam); anche il khazineh comprendeva alcune parti: una pentola di rame era collocata al centro e sotto di essa veniva acceso il fuoco e c’erano anche due vasche laterali con acqua tiepida.

Vi erano dei canali per far circolare l’aria calda nel calidarium collegati con la pentola del khazineh. La cittadella di Karim Khān nel corso di vari periodi è stata esposta alla rovina, ai cambiamenti, alla ricostruzione, al restauro e ha avuto svariate funzioni come: residenza del governo, prigione, residenza dei signori locali ecc…

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