Ka’aba (Cubo) di Zoroastro

Ka’aba (Cubo) di Zoroastro

La Ka’aba di Zoroastro, edificio in pietra simile ad una torre quadrangolare a gradini, è tra gli edifici di questo antico complesso che risale agli inizi del periodo achemenide il cui utilizzo finora non è stato chiarito (probabilmente mausoleo, tesoreria o sede del tesoro, tempio, tempio del fuoco ecc..).
Su tre lati di questo edificio sono state incise due importanti epigrafi di Shapur I (Sapore I) e di Kartir in tre lingue, pahlavi antico, pahlavi partico e greco che presentano Shapur I, le sue vittorie sui Romani, l’attacco di Valeriano con 70000 uomini all’Iran ecc..
Questo edificio in pietra che è situato proprio davanti alla tomba di Dario II, circa 150 anni fa diventò famoso come “Cubo di Zoroastro” e prima era noto come “Kornā-ye khāne”, o “naghāreh khāne” e “tempio del fuoco zoroastriano”.
Poiché la forma dell’edificio era cuboide e le pietre nere che erano poste sullo sfondo bianco delle sue pareti ricordavano la “pietra nera”, la Ka’aba dei musulmani, è stata chiamata “Ka’ba di Zoroastro”.
Nel periodo sasanide il nome dell’edificio era apparentemente “Bun Khānak” (la fondazione casa) e questa espressione nell’iscrizione di Kartir, sacerdote zoroastriano, (intorno al 280 d.C.) è stata incisa sulle mura dell’edificio.
I pezzi di pietra di questo edificio sono alti circa 15 metri, sono grandi e rettangolari e sono stati posti l’uno sull’altro senza l’uso di malta su una piattaforma a tre gradoni. Questo edificio ha una porta molto pesante in pietra con due sportelloni che dà accesso ad una stanza quadrata.
Quattro sepolcri monumentali sono stati scavati nel cuore della montagna Rahmat e appartengono a Dario il grande, Serse, Ardeshir I e Dario II e tutti hanno caratteristiche simili.

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