Moschea e madrasa Agha Bozorg

Moschea e madrasa Agha Bozorg

La costruzione della moschea e della madrasa (scuola teologica) Āgha Bozorg ha avuto inizio nell’anno 1258 (Egira lunare) per opera dell’architetto Hāj Sha’bān, grazie all’investimento personale di Hāj Mohammad Taghi Khānbān ed è stata ultimata nell’anno 1265.
Il nome di questa moschea deriva da quello del suo primo Imām jamā’at, il mullah Mahdi Narāghi, noto con l’appellativo di Āgha Bozorg.
Questo complesso è stato edificato nello stile delle madrase Chahārbāgh e Sadr di Esfahan nella parte antica della città di Kāshān, vicino al mausoleo di Khāje Tāj Al-Din, in un quartiere che porta lo stesso nome, sulle rovine di un edificio appartenente al nono secolo dell’Egira lunare rimasto in piedi dopo il terremoto del 1192 (Egira lunare).
La moschea Āgha Bozorg che è l’unica a cinque piani del mondo islamico, è antisismica e il materiale di cui è composta è stato realizzato con la stessa terra scavata nel luogo della sua costruzione. Ai lati della porta di ingresso di questa moschea, sono state progettate due piattaforme.
La porta principale che è stata incisa e decorata, ha 180 anni. In essa sono stati impiegati 6666 chiodi pari al numero dei versetti del Corano. Sulle due maniglie della porta sono stati scritti anche due versi di una poesia di Sa’di. Sopra di essa è stata collocata un’epigrafe.
L’ingresso è a forma ottagonale e termina nel cortile centrale con due corridoi coperti e ampi. Al centro di ogni corridoio c’è un cortile. Quello centrale di forma quadrata è stato costruito all’incirca nella direzione nord-sud, il suo pavimento è rivestito in mattoni ed ha una vasca poligonale al centro e anche quattro giardinetti.
Le stanze della madrasa sono state edificate dell’altezza di una scala più alta del livello del cortile inferiore. Dodici stanze tramite quattro corridoi laterali conducono al cortile e ognuna ha un ripostiglio. Il lato di fronte al cortile delle stanze è rivestito con un reticolo di mattoni.
Quattro scalini di pietra nei quattro lati del cortile, uniscono quello inferiore a quello superiore e un’altra scalinata al centro dell’ala nord dà accesso alla cantina. Quest’ultima, attraverso degli areatori orizzontali e verticali porta l’aria a due torri di ventilazione in due sezioni dello shabestān (sala di preghiera colonnata) posto a nord e così lo arieggia.
Questa moschea ha tre shabestān con corridoi perimetrali, una cupola in mattoni e due goldasteh (spazio aperto posto al culmine del minareto) piastrellati e una fila di scale a chiocciola gira intorno all’asse colonnata nel centro e all’interno dei goldashteh collegando il tetto della moschea alla parte terminale di questi. La cupola è stata costruita su otto grandi basi ed è a tre strati. Il perimetro del cerchio più largo della cupola è di 50 metri e l’altezza della cima dal tetto della moschea è di circa 18 metri.
Una catena era legata alla sommità di questa cupola e muovendosi spalava la neve posatasi sullo spazio esterno e la gettava nel cortile, progettato proprio per questo intento. Qui c’era un pozzo in cui infine veniva gettata la neve.
Intorno al mihrāb (nicchia posta sulla parete della qibla della sala di preghiera e che indica la direzione della Mecca) di questa moschea c’è un’epigrafe in cemento. Sopra al mihrāb è stato creato anche un canale per una maggiore risonanza acustica della voce di colui che guida la preghiera.
Nella residenza invernale di questa moschea sono state impiegate pietre di marmo che con lo spostamento della luce, illuminano le stanze inferiori. Le decorazioni di questa moschea e della madrasa sono costituite da stucchi, pitture, lavorazioni del legno, muqarnas, piastrelle ecc..
Le epigrafi incise sono opera di grandi maestri calligrafi di Kāshān come: Mohammad Ebrāhim Moārefi, Mohammad Hossein Adib e Seyed Sādegh Kāshāni e anche i dipinti sono stati eseguiti da Mohammad Bāgher Ghamsari. Sulla parte sinistra nella direzione della porta di ingresso del cortile principale, si trova il mausoleo della famiglia Narāghi.

Condividere