Tempio di Anahita

Tempio di Anahita

Il tempio di Anahita si trova nella città di Kangāvar (regione Kermānshāh). La costruzione di questo tempio storico che era situato sull’antica via Ecbatana Ctesifonte (le odierne Hamedān-Kermānshāh) è stata attribuita all’epoca arsacide e sasanide.

Pare che la sua edificazione ebbe inizio nell’epoca achemenide, i lavori si protrassero fino alle epoche successive e durante i Sasanidi giunse al termine.

Il tempio di Anahita- dea e protettrice dell’acqua e dell’abbondanza, della bellezza e della fecondità presso gli iraniani-è di forma quadrata e si trova in un’area di circa 6,5 ettari sopra una lastra di pietra non molto alta su una roccia che si affaccia sulla pianura.

Questo complesso comprende le seguenti parti:

1-Le mura intorno all’edificio

Per livellare l’edificio con la roccia su cui poggia il tempio, gli architetti e i costruttori dietro alle mura hanno utilizzato un misto di stucco e malta, si è creata così intorno ad esso una piattaforma dello spessore di 18 metri di pietra e malta di gesso rivestita da pietre levigate.

Queste piattaforme hanno creato un ampio spazio dove collocare delle spesse colonne che avevano il dovere di proteggere la dea dell’acqua.

2-Scalinate di ingresso

Le scalinate di ingresso a doppia salita lunghe 154 metri che arrivavano fino ad uno spazio senza tetto erano allo stesso livello della piattaforma principale del tempio; oltre a queste c’erano anche delle scalinate in un altro angolo dell’edificio.

3-Le colonne del tempio

La parte più bella dell’edificio sono delle colonne i cui resti sulle pareti testimoniano ancora la magnificenza del tempio. Esse nella loro forma più semplice erano costituite da tre parti, la base, il tronco (la metà della colonna) e il capitello.

Poiché nel tempio di Ānāhitā non è stata trovata alcuna traccia del soffitto, molto probabilmente queste colonne erano utilizzate soltanto per circondare l’edificio e definire il limite per le piattaforme scoperte.

Alcuni archeologi considerano la loro presenza  un motivo per attribuire questo edificio al palazzo sasanide di Khosrow Parviz e non ad un tempio.

4-Piattaforme presenti nell’edificio

Al centro di questo edificio fu costruita una piattaforma in pietra lunga 94 metri, larga 9,30 e alta da 3 a 4 metri formata da grandi detriti e almeno un lato di essa era liscio. Una piattaforma con una facciata di stucco di cui adesso, eccetto una parte nella parete, non si vede traccia.

Oltre a questa saltano all’occhio resti di altre due piattaforme. Si pensa che sopra una di esse esistesse un edificio chahārtāghi.

-Oggetti ritrovati nel tempio di Anahita

Tra gli oggetti e gli utensili rinvenuti in questo monumento si può accennare alle bare relative ai sepolcri dei Parti e gli oggetti all’interno di essi come lampade a olio, monete sepolte con i defunti, lame di bronzo, braccialetti, orecchini d’oro, stoviglie in terracotta (risalenti a periodi diversi) ecc..oltre alle cose citate, sono state trovate anche iscrizioni rupestri sulle pareti e su alcune c’erano nomi come: Pirus, Piruz, Pir, Shahrivar, Kherat (Kherad) ecc.. e forme come: croce uncinata, stella, sole, capra selvatica, carro da guerra e ruota, disegni geometrici di piante ed in particolare una grande quantità di immagini di pesce, acqua e pesce, àncora della nave e così via.

Molti storici ed esploratori hanno menzionato il tempio di Anahita o il palazzo di Khosrow Parviz in diversi volumi e ciò dimostra la sua importanza ed antichità.

Il tempio che ha subito catastrofi naturali e numerose distruzioni da parte dell’uomo e attende l’inserimento nell’elenco mondiale dell’Unesco, oggi è considerato tra le attrattive turistiche della zona.

In Iran della dea Ānāhitā sono rimaste testimonianze come il tempio e l’iscrizione nell’antica città di Bishāpur nella provincia di Kāzerun e nel villaggio di Hossein Ābād nel distretto di Khanāmān della città di Rafsanjān.

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