Antica città di Belqis

Antica città di Belqis

La città di Belqis o antica Esfrāyen si trova vicino alla città di Esfrāyen (regione Khorāsān settentrionale) e risale al periodo sasanide-safavide.

La città di Belqis con un’area superiore ai 180 ettari, è uno dei più grandi edifici in adobe e fango dell’Iran ed è costituita da un complesso di monumenti comprendenti i resti di una cittadella e di un fossato perimetrale, l’area pubblica urbana che include: la torre e i bastioni, il mausoleo dello Sheikh Āzari, le rovine note con il nome di Menār-e tappe (moschea del venerdì), il forno per cuocere la terracotta, una cisterna, un bazar, un caravanserraglio, un edificio noto come Yakhdānha, ed un ampio cimitero vicino alla porta di ingresso orientale.

Il monumento più intatto e anche il più imponente dei resti della città di Belqis, è una cittadella di adobe (fortezza Nārin) con una superficie di circa 51 mila metri quadrati che possiede 29 torri alte intorno agli 11 metri.

Intorno alla cittadella che un tempo era dotata di tre piani, c’è anche un ampio fossato che rendeva la fortezza difficilmente espugnabile.

Tra le opere ritrovate in questo luogo si può accennare alle seguenti: tipi di stoviglie in ceramica smaltata e semplice, in particolare quella del “tipo di Neishābur”ed anche ceramica celeste e bianca del periodo safavide, qualche moneta di rame risalente al periodo samanide, un dado del gioco Back gammon di zanna di elefante, una singola pallina del gioco delle biglie e piccole statue in ceramica…

In merito all’attribuzione del nome “Belqis” a questa città, che un tempo si trovava ai margini della via della Seta, ci sono molte teorie; alcuni credono che, dopo la conquista di Esfrāyen da parte dell’esercito islamico nell’anno 31 dell’Egira lunare e data la somiglianza di questa zona dal punto di vista climatico con il paese della regina di Saba “Belqis”, la città sia diventata nota con questo nome; altri ricercano la causa dell’attribuzione di questo nome nell’ordine del restauro della città da parte di Belqis Khātun, madre di Teimour Gorgāni.

La vita in questa città storica si protrasse in modo continuo fino alla fine del periodo safavide finché, alla fine dell’epoca di Tahmāseb II e all’inizio del regno di Nāder (nell’anno 1131 Egira lunare), essa venne completamente distrutta dagli afghani tanto da perdere la sua precedente importanza.

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