Moschea Jām’eh Shushtar

Moschea Jām’eh Shushtar

La moschea Jām’eh di Shushtar si trova nell’omonima città (regione Khuzestān). Questo edificio storico risale agli inizi dell’Islam, è stata eretta nell’anno 254 dell’Egira lunare ed ultimata negli anni successivi.

L’edificio originario della moschea è stato costruito nello stile combinato arabo e sassanide con uno shabestān dotato di un soffitto con travi di legno fino a quando nell’anno 1088 nel periodo safavide a causa della rovina delle travi, esso è stato rivestito con archi in mattone su basi composte da pezzi di pietra e su queste fondamenta si erge l’edificio attuale della moschea; la maggior parte dei resti appartengono al periodo safavide, a quello successivo e alla costruzione originaria, eccetto la planimetria, ciò che è rimasto dell’iscrizione di una parte della parete adiacente alla qibla e quella orientale tra il goldasteh,  il minareto e questo stesso che è stato aggiunto all’edificio originario nell’ottavo secolo dell’Egira lunare, non è rimasto niente.

Lo shabestān ha 28 colonne in pietra e tra le colonne ci sono soffitti a cupola. In questa sala da preghiera c’è un minbar ligneo e delle iscrizioni in caratteri sols, cufici e nasta’liq. Anche le mura esterne hanno colonne in pietra levigata abbellite da un alto arco romano.

I resti del bel minareto fino alla metà del dodicesimo secolo dell’Egira lunare erano pari a 26 metri;  oggi ne sono rimasti soltanto 16 e la sua iscrizione storica era posizionata su una tavola in pietra sulla parte superiore del minareto.

Esso ha un tronco cilindrico ornato con lavorazioni in mattone e tra queste si vedono disegni con maioliche turchesi delle parole “Allah”, “Mohammad” e “Ali”. Al centro del minareto c’è un’asta intorno al quale giravano le scale.

Ogni califfo abbaside che nella moschea eseguiva dei lavori, vi collocava un’iscrizione e molti  ordini governativi e numerosi hadith venivano scolpiti o affissi alla parete sotto forma di iscrizioni calligrafiche e rupestri e attualmente di queste sono rimaste soltanto 19 poiché molte sono andate perdute durante le riparazioni.

La moschea ha un ampio cortile, spesse e solide colonne con un diametro di oltre un metro e mezzo e due mihrāb: uno all’interno dell’edificio per le stagioni fredde dell’anno e l’altro all’esterno per quelle calde.

Questa moschea ha un minbar con 17 scalini-nel numero delle rakaat, (unità che costituisce la preghiera islamica) che ogni musulmano durante il giorno deve recitare-antico di 700 anni; nella parte destra del pulpito delle scritte sono state intagliate nella tavola in calligrafia cufica.

La gente a causa della grande fede che ripone in questo pulpito, in giorni particolari dell’anno accendendo le candele ed esprimendo un desiderio fa un voto.

La moschea Jām’eh in passato possedeva una grande vasca che veniva riempita grazie ad un canale sotterraneo che riceveva acqua dal fiume Daryun; dietro c’era anche un hammam che era stato donato alla moschea.

La moschea Jām’eh di Shushtar è considerata la seconda moschea del venerdì più antica dell’Iran dopo quella di Yazd  e una delle più meritevoli di visita di tutto il paese.

Condividere