Castello Alamut

Castello di Alamut

Il castello di Alamut o castello di Hasan si trova vicino al villaggio Gāzer Khān (Qasr-e Khān), distretto di Rudbār-e Alamut (regione Qazvin). Esso fu costruito nell’anno 226 dell’Egira lunare e il 10 settembre 1090 fu invaso e occupato da Hasan Sabbāh (1034 circa-1124).

Il castello difensivo, militare e maestoso di Alamut o fortezza di Hasan Sabbāh si erge su una montagna, è fatto con pietra in un unico blocco all’altezza di 2163 metri sul livello del mare e termina in profondi dirupi.

Nella sua costruzione è stata utilizzata la pietra, la malta di gesso, il mattone, il legno, le mattonelle e persino la terracotta. Questa fortezza era costituita da due parti: occidentale, la fortezza superiore e orientale la grande fortezza. La lunghezza del castello è di circa 120 metri e la larghezza tra i 10 e i 35 metri.

Le stanze come luogo di sorveglianza, il pozzo, la mangiatoia per i quadrupedi, la cisterna, le vasche per conservare l’acqua e il tunnel sono stati scavati nella roccia. Le mura intorno alla fortezza e le torri avevano un muro di sostegno alto 8 metri con uno spessore di 2. Intorno al castello erano stati scavati anche dei fossati.

Tra le due parti del castello che aveva un’unica via di accesso, c’è una piazza e al centro di essa si possono osservare cumuli di pietre e terra che sono i resti di numerosi edifici e costruzioni che erano presenti in questo luogo e che adesso sono solo rovine.

Delle torri del castello ne sono rimaste tre similari. Per raggiungere la fortezza che è famosa come “Nido dell’aquila”, occorre salire circa 400 scalini in pietra.

Questo castello in cui Hasan Sabbāh aveva vissuto per 35 anni e aveva guidato i suoi seguaci, nell’anno 1256 per volontà di Hulāgu Khān mongolo venne incendiato e distrutto, dopo di chè venne utilizzato come luogo di esilio e prigione.

Nella parte ovest della fortezza c’è un antico cimitero e sulla collina adiacente sono visibili i resti di alcune fornaci per cuocere i mattoni

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