Appello Contro la guerra, per il Diritto Internazionale.
Contro la guerra, per il Diritto Internazionale: Appello della comunità accademica sull’aggressione militare all’Iran
Riceviamo e pubblichiamo la ferma condanna di docenti, ricercatori e studenti dinanzi all’escalation bellica e alle sue drammatiche conseguenze umanitarie.
La comunità accademica, nelle sue componenti di docenti, ricercatori e studenti, quale espressione della coscienza critica globale, riafferma il proprio impegno inderogabile nella salvaguardia della verità, della giustizia, della pace e della dignità umana.
In virtù di tale mandato, esprimiamo profonda preoccupazione e ferma condanna per l’attacco militare condotto dagli Stati Uniti d’America e da Israele contro l’Iran.
Una violazione del Diritto Internazionale
Tale iniziativa bellica si pone in palese contrasto con i principi fondamentali del Diritto Internazionale e con i dettami della Carta delle Nazioni Unite. Essa costituisce una grave violazione della sovranità nazionale e dell’integrità territoriale di uno Stato sovrano, con potenziali derive imprevedibili per la sicurezza regionale e l’equilibrio geopolitico globale.
L’esperienza storica ha ripetutamente dimostrato che il ricorso alla forza non conduce a risoluzioni stabili. Al contrario, le soluzioni militari innescano spirali di violenza che alimentano l’instabilità. In questo scenario, la nostra preoccupazione più stringente è rivolta alla popolazione civile, vittima primaria di conflitti in cui non detiene alcun potere decisionale.
I pilastri dell’ordine globale
In quanto membri del mondo accademico, ribadiamo che:
Il divieto dell’uso della forza;
Il principio di non ingerenza;
Il rispetto della sovranità;
La risoluzione pacifica delle controversie;
non sono meri costrutti teorici, bensì i pilastri fondanti dell’ordine giuridico internazionale. Indebolire tali principi espone l’intero sistema globale a pericoli sistemici.
Solidarietà al popolo iraniano
Attualmente, il popolo iraniano è sottoposto a una pressione multidimensionale: militare, umanitaria, economica e psicologica. Il protrarsi di tale condizione produrrà esiti devastanti, specialmente per le fasce più vulnerabili: minori, donne, anziani e malati. Esprimiamo la nostra piena solidarietà al popolo iraniano, rivendicando il suo diritto fondamentale alla pace e alla dignità.
La responsabilità etica della ricerca
La comunità accademica sottolinea la responsabilità etica delle istituzioni scientifiche. Il silenzio dinanzi alla palese violazione dei diritti umani sarebbe in contrasto con la nostra missione e rischierebbe di favorire una pericolosa normalizzazione della violenza.
Esortiamo, pertanto, le istituzioni internazionali, le organizzazioni per i diritti umani e i governi ad adottare un approccio responsabile volto alla de-escalation.
Rafforziamo l’idea che il dialogo e la diplomazia siano l’unico percorso legittimo e sostenibile. Sostituire tali canali con l’azione militare minaccia la stabilità del mondo intero e rischia di annullare i traguardi raggiunti dal secondo dopoguerra a oggi.
In conclusione, quali membri della comunità universitaria, riaffermiamo il nostro dovere morale di non restare silenti. Chiediamo l’immediata cessazione delle ostilità, la protezione della vita civile e il ritorno a un percorso di razionalità, legalità e giustizia.
Si comunica che numerosi docenti e ricercatori di diversi atenei hanno già espresso la propria formale adesione a questo appello. Considerata la rilevanza del tema e il continuo afflusso di consensi, la presente comunicazione verrà costantemente aggiornata con l’elenco dei firmatari e delle nuove istituzioni aderenti.
