Il 29 ottobre l’Iran celebra il fondatore dell’Impero Achemenide.
Un viaggio nella storia dell’imperatore che sostituì la brutalità dei conquistatori con il rispetto, ponendo le basi per la prima dichiarazione dei diritti umani.
L’ingresso trionfale e il “padre della patria” Il 29 ottobre l’Iran celebra, in modo non ufficiale, il Giorno di Ciro il Grande. Questa ricorrenza, affermatasi nei primi anni Duemila, identifica storicamente la data in cui il leggendario sovrano fece il suo ingresso trionfale a Babilonia nel 539 a.C. Ciro II di Persia, fondatore dell’Impero Achemenide, occupa un posto d’onore insostituibile nella memoria collettiva iraniana. Egli rappresenta a tutti gli effetti il padre della patria e l’emblema di un’epoca d’oro, un periodo in cui la Persia si configurava come il fulcro del mondo civile e del progresso umano.
Un nuovo modello di potere: il Cilindro di Ciro Le innovazioni politiche introdotte da Ciro il Grande rivoluzionarono radicalmente i concetti di gestione del potere nell’antichità. Distaccandosi dalla spietata brutalità che caratterizzava i conquistatori dell’epoca, il sovrano inaugurò un modello di governo inedito, fondato sulla tolleranza culturale, sull’integrazione e sul rispetto delle tradizioni dei popoli sottomessi. L’artefatto che meglio sintetizza questa visione all’avanguardia è il celebre Cilindro di Ciro. Questo blocco d’argilla incisa, rinvenuto in Iraq nel 1879, è considerato da un’ampia fetta della comunità storica e giuridica internazionale come la prima vera dichiarazione dei diritti umani. Al suo interno venivano formalmente sancite la libertà di culto e l’abolizione della schiavitù nei territori dell’impero.
Il liberatore e il “Messia” biblico Tra le sue decisioni più celebri e gravide di conseguenze storiche spicca la liberazione degli ebrei durante l’esilio babilonese. Ciro non si limitò a concedere loro il permesso di fare ritorno a Gerusalemme, ma scelse di finanziare direttamente la ricostruzione del Secondo Tempio. Questo atto di lungimiranza e magnanimità politica ha lasciato un segno talmente profondo nella storia religiosa da renderlo l’unico sovrano non ebreo a essere celebrato nei testi biblici con l’appellativo di messia (l’unto del Signore).
Un magnetismo intatto nell’Iran contemporaneo A distanza di oltre due millenni e mezzo, l’eredità di Ciro il Grande continua a esercitare un magnetismo politico e culturale senza pari sulla società iraniana contemporanea. Per milioni di cittadini, il fondatore dell’Impero Achemenide non è un semplice reperto confinato nei manuali scolastici, ma il simbolo vivo e pulsante di un Iran radicato nei valori di una civiltà aperta, prospera e universalmente rispettata.
