Nakhl gardâni o nakhl bardâri

La solennità delle cerimonie funebri della gente della regione dei bâdgir[1] nei lamenti del giorno di Âshurâ, si manifesta nell’usanza del nakhlbardâri. Nella città di Yazd, prendono la palma come bara degli Imam o come simbolo di uno dei martiri di Karbala. La palma è di legno e ha l’aspetto di una foglia di albero o di cipresso. Questa cerimonia unica si svolge accompagnata da un invito generale degli abitanti del quartiere e dei villaggi, e prevede la loro collaborazione in tutte le fasi del rito, dagli aiuti economici, alla fornitura del legno e di tutti gli altri strumenti, fino all’aiuto nelle decorazioni, nell’allestimento e nel trasporto del legno nel giorno di Âshurâ. Alcune persone a Yazd e nelle vicinanze, donano i propri alberi affinchè quando diventano vecchi, i loro rami possano essere utilizzati per il restauro della palma. Le palme grandi, dopo essere state decorate, pesano qualche tonnellata e di solito per alzarle e spostarle c’è bisogno di molte persone. In alcuni casi, anche gli zoroastriani di Yazd collaborano nel preparare le palme. Essi considerano l’Imam Hossein, il Signore dei martiri, il marito di una principessa iraniana e nei suoi confronti nutrono una venerazione particolare. L’usanza del nakhgardâni si svolge anche nelle altre città dell’Iran come Kâshân, Esfahân, ecc. Esiste anche una cerimonia simile dal nome “tugh gardâni” o “tugh bandi” che si tiene nelle città di Kâshân, Shâhrud, Khorram Âbâd e in altre città. Il tugh è una punta di acciaio con un nastro alto che, sulla piccola cassetta di ferro della cappella sepolcrale rivestita con stoffe nere, verdi e altri colori dai sa’dât,[2]si regge su un piedistallo di legno-metallo. I tugh sono il simbolo dello stendardo dell’episodio di Karbala di Abul-Fazl Al Abbâs[3]. Nella città di Shahrud, se durante il trasporto del tugh involontariamente cade per terra la sua punta, immediatamente sacrificano un agnello proprio in quel luogo, altrimenti sono convinti che accadrà qualcosa di spiacevole a chi trasporta il tugh. Questo rito anche a Kâshân e nelle città adiacenti come Natanz, Ârân, Bidgel e Ardestân è tra le usanze osservate dagli abitanti di questa provincia. Il periodo del tugh gardani a Kâshân riguarda di solito la notte e il giorno di Âshurâ e il sedicesimo giorno del Moharram.

 

[1]Le torri del vento sono, in architettura, una soluzione “naturale”per il problema della climatizzazione degli ambienti in climi torridi. Funzionano asportando aria calda dall’interno dell’edificio durante il giorno, e immettendo aria fresca dall’esterno durante la notte. Per funzionare usano l’energia del vento e del sole. 

[2]Discendenti della famiglia del Profeta dell’Islam

[3]Fratello dell’Imam Hossein, nella battaglia di Karbala venne nominato comandante in capo e portabandiera delle forze di Hossein.