Rumi (1207-1273)

Rumi (Jalāl ad-Dīn Muhammad Rūmī)

Jalāl ad-Dīn Muhammad Rūmī

Rumi, Jalāl Ad-Din Mohammad Balkhi noto come Moulavi, Moulānā , Maestro Rumi o Rumi, nato nel Settembre del 1207 a Balkh nella regione del Khorasan, è tra i poeti persiani più famosi. Il suo nome completo era “Mohammad Ibn Mohammad Ibn Hossein Hosseini Khatini Bakri Balkhi”e nel corso della vita venne chiamato con gli appellativi di “Jalāl Ad-Din”, “Maestro” o “Maestro Moulana”. Egli senza dubbio è il più eminente poeta persiano nell’ambito della mistica e delle poesie di amore mistico e uno dei quattro pilastri della lingua e della letteratura persiana il cui nome risplende non solo in Iran, ma anche nell’universo. Moulānā Jalāl Ad-Din Balkhi presso gli afghani, Moulānā Jalal Ad-Din Rumi presso i turchi e Rumi presso gli europei della cultura occidentale, è lo stesso che noi conosciamo con il nome di “Moulānā” e che ha un ruolo più che meritato nella formazione del linguaggio mistico nella nostra letteratura. L’incontro con il maestro Shams fu una rinascita per Moulānā che mutò per sempre il suo percorso. Questo evento costituì uno dei momenti più rari e validi di questi due grandi saggi e mistici anelanti alla verità che sfociò nell’isolamento di questi due grandi pilastri del sufismo e della mistica insieme. Jalāl Ad-Din che era un mofti (espositore della legge), un insegnante di scienze religiose, leader, giurista, uomo di lettere e predicatore, improvvisamente si liberò di tutti questi interessi. Fu talmente attratto da Shams che abbandonò l’insegnamento, l’argomentazione e la predicazione, intraprese il percorso della poesia e divenne un poeta del firmamento mistico. La forte personalità e i pensieri sublimi di Moulānā durante la sua vita, furono apprezzati non solo tra gli iraniani e i musulmani, ma anche tra gli ebrei e i cristiani. Egli nel corso di molti secoli è stato oggetto di attenzione da parte di orientalisti occidentali e le sue poesie e i suoi pensieri sono stati tradotti non solo in varie lingue, ma per qualche letterato occidentale Moulānā è stato anche una colonna portante per il formarsi di una coscienza mistica e morale all’interno di queste comunità. La fondazione di associazioni dedite alla conoscenza di Moulānā e allo studio del pensiero di Rumi in America e in Europa nonchè l’organizzazione di seminari e varie commemorazioni nei suoi confronti, sono una testimonianza della sua profonda influenza sull’Occidente e sul pensiero e sull’etica di quei popoli. Moulānā nel passato diventò subito famoso nel mondo occidentale, tanto che la traduzione di una sua opera in America risultò il libro più importante e più venduto dell’anno. Moulānā è stato conosciuto anche in Italia e alcune sue opere sono state tradotte in italiano.
Traduzioni italiane dal persiano
Gialal ad-Din Rumi, Poesie mistiche, introduzione, traduzione, antologia critica e note di Alessandro Bausani, Milano: Rizzoli, 1980.
Jalâl ad-Dîn Rûmî, L’Essenza del Reale. Fîhi mâ fîhi (C’è quel che c’è), traduzione dal persiano, introduzione e note di Sergio Foti, revisione di Gianpaolo Fiorentini, Torino, Libreria Editrice Psiche, 1995.
Jalàl àlDìn Rùmì, Mathnawì. Il più grande poema mistico dell’umanità, 6 voll., traduzione in italiano di Gabriele Mandel Khàn, vicario generale per l’Italia della Confraternita sufi Jerrahi Halveti, Milano, Bompiani.
Gialal ad-Din Rumi, Poesie mistiche, Milano, Fabbri Editori, 1997.[2] Traduzioni italiane da edizioni francesi e inglesi

Il canto del derviscio. Parabole della sapienza sufi, a cura di Leonardo Vittorio Arena, Milano: Mondadori, 1993. Raccolta di storie tratte dal Masnavi.
Racconti sufi, a cura di Massimo Jevolella, traduzione dal francese di Barbara Brevi, Como, RED, 1995.
L’amore è uno straniero poesie scelte, traduzioni e revisione a cura di Kabir Hedmund Helminski, traduzione in italiano di Gianpaolo Fiorentini, Roma, Ubaldini Editore – Casa Editrice Astrolabio 2000

L’Unesco ha nominato l’anno 2007 anno mondiale di Moulānā e nello stesso periodo ha organizzato in tre città, Tehran, Tabriz e Khoy, un congresso per ricordare gli ottocento anni trascorsi dalla sua nascita con la partecipazione di studiosi provenienti da trenta paesi del mondo unitamente ad una cerimonia presso le Nazioni Unite. Tra le sue opere più importanti si può accennare al “Masnavi-ye ma’navi” (lungo poema spirituale a rime baciate). Altre sue opere sono: “Ghazaliāt”o “Divān-e Shams-e Tabrizi” (o Grande Divān), contenente bellissime liriche, composto da cinquemila versi in persiano, mille in arabo e meno di duecento in turco e greco. L’altra sua opera “Fihi ma fihi” (“Vi è è ciò che vi è”) è una raccolta di detti particolari di Moulānā che è stata messa insieme dai suoi discepoli, “Majāles-e Sabā'”è la spiegazione di sette sermoni predicati in sette ricorrenze, “Makātib” o “Maktubāt”, è una raccolta di 145 lettere che Moulānā aveva scritto per i principi, i funzionari, i dignitari, gli scrittori, i nobili, i figli, i discepoli e i seguaci e per tutti gli altri e tre opere in prosa che per lo più sono la spiegazione dei suoi insegnamenti e argomentazioni. Nel calendario officiale dell’Iran, il giorno 30 Settembre è stato inserito come “giorno della commemorazione di Moulānā”. Il poeta si spense domenica 17 Dicembre del 1274 a Konya e il suo mausoleo che è meta di pellegrinaggio da parte dei suoi seguaci, è situato a Konya

Contenuti correlati

Celebri

Condividere