Saàdi (1184–1291)

Saàdi (Abu Mohammad Muslih Ibn Abdollah Saàdi Shirazi

Saadi (Sa῾)di Shirāz il cui nome completo è Abu Mohammad Mosharraf Al-Din Mosleh Ben Abdallāh Ben Mosharraf, noto con lo pseudonimo di Saadi, nacque a Shirāz nel 1184. Questo poeta, scrittore e celebre oratore iraniano ha appellativi come: “Afsah Al-motakallemin”, Maestro di eloquenza, “Sheikh Ajall”,Grande Saggio ed è l’autore di opere immortali come “Bustān” (Il Frutteto) e “Golestān” (Il Roseto).

Una delle caratteristiche geniali di Saadi è che dagli eventi più semplici della sua vita ricava una lezione morale. Saadi vede gli errori e i difetti, e lontano da ogni tipo di critica maligna, nelle sue poesie cerca di proporre usanze e regole migliori tenendo sempre presente la questione del legame tra l’uomo e Dio. Saadi nelle sue opere parla dei suoi viaggi in Asia centrale, in India, in Siria, in Egitto, in Arabia, in Etiopia, in Palestina e in Marocco. Di lui ci sono rimasti volumi e svariate opere ma le più importanti sono: “Golestān” in una prosa elegante e in persiano corrente e “Bustān” in versi, sul tema della morale e sulle regole di vita e un Divān di poesie contenenti: qasideh (poesie mono rima-odi), ghazal (liriche) e robāyyāt belle quartine. Le sue opere oltre ai letterati persiani, hanno influenzato anche quelli occidentali tra cui Walter e Goethe.

Qualche opera di Saadi è stata tradotta in italiano, tra queste si può accennare al libro intitolato “Sim del meshkin” ovvero “L’argento di un povero cuore: centouno ghazal” a cura di Setrag Manoukian.

Saadi ha avuto un’influenza innegabile sulla lingua persiana; al punto che esiste una somiglianza notevole tra il persiano di oggi e e la lingua usata dal poeta.

Le sue opere per molto tempo sono state oggetto di studio negli istituti e nelle vecchie scuole come fonte di insegnamento della lingua e della letteratura persiana e molti proverbi usuali in persiano derivano dalle sue opere. Egli è stato il primo poeta persiano i cui scritti sono stati tradotti in una delle lingue europee. La prima traduzione del Golestān in italiano risale all’anno 1873 ed è accompagnata dalle spiegazioni di Gherardo De Vincentiis e a seguito di questa nel 1889 Italo Pizzi pubblicò la sua versione del Golestān. Molti poeti e scrittori di lingua persiana hanno imitato il suo stile.

L’opera di Saadi in seguito ha ispirato anche la musica e molti dei suoi ghazal sono stati cantati. In onore di Saadi, in Iran il primo giorno del mese di Ordibehesht, giorno di inizio della composizione del Golestān, è stato nominato “il giorno di Saadi”. Numerosi istituti letterari e culturali sono nati sotto il nome di Saadi e questi organizzano sempre convegni letterari in suo nome in Iran e nel mondo.

La sua scomparsa è avvenuta nel 1291 e il mausoleo di questo grande poeta iraniano è situato nel quartiere “Saadieh” nella città di Shirāz.
 


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