Il Rivoluzionario di Dio

L’Imam Khomeini, il rivoluzionario che cambiò l’Iran, il Medio Oriente, il mondo.

La corrosiva romanticizzazione della figura del rivoluzionario in Occidente, volta a sminuire l’essenza stessa di chi impugna armi e ideali per opporsi ad uno stato di ingiustizia e oppressione, spogliando una tale figura della sua autenticità e della sua pericolosità – per gli oppressori, per il potere, per i nemici della rivoluzione stessa – sì da renderla affascinante ma non minacciosa, romantica ma non realmente ispiratrice, rocambolesca ma quasi irreale, ha fatto sì che una cortina d’ombra calasse su uno dei più grandi rivoluzionari del nostro tempo, se non addirittura il più originale. Nel corso del ‘900, rivoluzionario era colui che, nella maggior parte dei casi seppur con le dovute e rimarchevoli eccezioni, con un atto di forza spostava l’asse di un Paese da Ovest ad Est, dal blocco Occidentale a quello Orientale, da Washington a Mosca, o viceversa: destra o sinistra che fosse, si rimaneva pur sempre incanalati nell’ambivalenza delle due superpotenze dell’epoca, e quindi delle due principali ideologie – entrambe di matrice materialistica – e dei corrispettivi assetti sociali, il capitalismo e il comunismo. Tuttavia, vi fu un uomo che, sebbene a vedersi non corrispondesse affatto all’ideale di rivoluzionario che si era formato ed era stato distorto per i motivi sopracitati, attuò la più grande rivoluzione del suo tempo, poiché non si volse né a destra né a sinistra, bensì solamente a Dio.

L’Imam Khomeini fu un rivoluzionario atipico, cionondimeno conferì a questa categoria un significato inedito col quale ogni suo successore ha dovuto fare i conti e dovrà farlo per sempre. Egli non era giovane, non vestiva il verde oliva del guerrigliero ma l’abito del chierico musulmano, non indossava il berretto del soldato ma il turbante dell’Islam sciita, il suo sguardo non era gioviale ma serio, i suoi proclami non erano enfatizzati ma essenziali; egli sostituì la voracità del giovane irruento con la serenità del timorato di Dio, l’inutilità del corrucciamento per questa vita con la calma del saggio, e molto spesso i suoi silenzi ebbero tali effetti che un discorso di ore non avrebbe mai potuto equiparare. Egli non si rifece a ideologie umane dunque fallaci, non si limitò a riespriemere e rielaborare il pensiero di certi filosofi o politici del passato, non giurò su alcun libro all’infuori che su quello di Dio, non si ispirò ad alcun’altra legge se non a quella di Dio, ed ogni suo passo, ogni suo gesto, finanche ogni suo respiro furono un atto di devozione all’Unico, il Solo del cui giudizio sembrava importagli. Ecco perché l’Imam Khomeini è un rivoluzionario senza precedenti che vale la pena di riscoprire, ed ecco perché il suo ricordo è stato distorto e obliato in Occidente: egli rappresenta il nuovo rivoluzionario, dedito a Dio e alla Sua Legge, dunque un precedente da nascondere in Occidente, da occultare, da alterare, il cui messaggio deve essere tenuto lungi dalle orecchie di coloro che, in tutto il mondo, anelano ad una giustizia genuina e ad una liberazione totale.

Ma nascondere il vero messaggio dell’Imam Khomeini non è stato sufficiente, giacché a lui sono seguiti tanti altri che hanno raccolto le sue idee, rivendicato il suo metodo e rilanciato le sue parole di libertà, di giustizia, di fratellanza. Il nuovo rivoluzionario, inaugurato e impersonificato dall’Imam Khomeini, è oggi vivo in coloro che hanno scelto di seguire i suoi stessi passi, di aderire al suo stesso credo, di sacrificare ogni ideologia materialistica e di matrice umana in favore della sola fede in Dio. L’Imam Khamenei, Haj Qasem, Shahid Raisi, Sayyed Hasan, Shaikh Naim, sono tutti rivoluzionari sulla scia di Khomeini, troppo pericolosi agli occhi degli oppressori per poter essere depotenziati tramite la romanticizzazione, e dunque demonizzati, ostracizzati, calunniati, affinché il mondo non conosca il loro vero splendore. Ma la luce della verità supera tutte le barriere, infrangendo ogni muro di propaganda, e la luce emanata dall’Imam Khomeini brilla ora in milioni di volti, illuminando il mondo e donandogli speranza.

Il seguente testo esplora a fondo questa figura rivoluzionaria attraverso le parole e i ricordi di chi l’ha conosciuto, di chi l’ha seguita e di chi la segue ancora, affrontando la portata innovativa del pensiero dell’Imam e la sua valenza non solo per l’Iran, né unicamente per i musulmani, ma per l’intera umanità. Il pensiero dell’Imam Khomeini, tanto dirompente da aver rovesciato duemila e cinquecento anni di monarchia, luminoso a tal punto da aver donato speranza ad un popolo intero e nuova linfa all’Islam, tale da aver rinvigorito in tutto il mondo il senso di giustizia, di ribellione all’oppressione e di rifiuto della prepotenza e dei soprusi, è presentato in questo testo in tutte le sue molteplici sfaccettature, restituendo al lettore la persona, la figura storica, la filosofia rivoluzionaria di quell’uomo che, invitando al timore di Dio ed esortando alla rivolta contro ogni forma di ingiustizia, cambiò per sempre l’Iran, il Medio Oriente, il mondo.

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