Chehel Sotun

Chehel Sotun

Il giardino Chehel Sotun con una superficie di oltre 67000 metri quadrati è una piccola parte dell’ampio parco “Jahan Nema” le cui origini risalgono a prima del periodo safavide. Il nucleo primitivo del palazzo Chehel Sotun era un padiglione che Shah Abbas I aveva fatto costruire nel mezzo di questo giardino. Questo padiglione comprendeva il salone centrale e le piccole sale ai quattro angoli del palazzo attuale. Durante il regno di Shah Abbas II furono aggiunti all’edificio la loggia colonnata, la loggia decorata a specchi, i saloni annessi ai lati settentrionali e meridionali della loggia colonnata, le logge ai due lati del salone centrale, due piscine nei settori orientali e occidentali e le pitture murali del salone centrale.

Nel 1647, sotto il regno di Shah Abbas II, questo palazzo fu ufficialmente destinato al cerimoniale e al ricevimento dei sovrani e dei dignitari stranieri. Il palazzo all’epoca di Shah Soltan Hossein (1706) subì un incendio. In seguito le parti bruciate del palazzo furono ricostruite e restaurate. Al tempo del re qajar Nasseroddin furono inflitti danni all’edificio. Inizialmente le colonne del palazzo erano state decorate secondo la tecnica dell’ayne-kari (NdT: ornamentazione fatta di centinaia di pezzetti di specchio che compongono figure geometriche o naturali come fiori, ecc.): questa decorazione fu distrutta nel periodo qajar e anche le pitture che raffiguravano i sovrani safavidi furono fatte ricoprire con dello stucco.

Successivamente queste pitture, grazie a restauratori iraniani e italiani, furono riportate alla luce e restaurate. Dal 1932 il palazzo Chehel Sotun è iscritto nel registro dei monumenti nazionali dell’Iran. Il palazzo Chehel Sotun ha 20 colonne: il riflesso della loro immagine nell’acqua della piscina di fronte al palazzo fa apparire 40 colonne ed è per questo motivo che questo palazzo è stato chiamato “Chehel Sotun”  (NdT: “Chehel Sotun” in persiano significa appunto “40 colonne”). Inoltre la cifra 40 nella cultura persiana indica la moltitudine e dunque il nome “Palazzo delle 40 colonne” starebbe a significare un palazzo dalle molte colonne. La piscina di fronte al palazzo misura 110×16 metri. Il fondo della piscina ha un colore scuro, in modo che l’acqua sembri più profonda di quello che in realtà è e il riflesso dell’immagine del palazzo sia più affascinante.

Ai quattro angoli della piscina del giardino sono state installate sculture raffiguranti Anahita (dea dell’acqua). All’interno del palazzo vi è una vasca che nel passato aveva ai quattro angoli quattro leoni di pietra dalle cui bocche l’acqua si riversava nella vasca. Vi erano anche alcune fontane di pietra nei piccoli rigagnoli d’acqua intorno al palazzo. La loggia del palazzo è composta di due parti. Una di queste parti ha 18 alte colonne di legno ed è chiamata “sala delle 18 colonne”. Le quattro colonne centrali di questa parte sono collocate sopra un basamento di pietra in cui sono scolpiti quattro leoni. In passato dalla bocca di questi quattro leoni zampillava l’acqua che si versava nella vasca di marmo della sala. La seconda parte della loggia è un po’ più bassa e costituisce il portale che introduce alla grande sala. Questa parte, che è chiamata “sala dello specchio”, si appoggia su due colonne. In ogni parte di questa sala sono stati utilizzati specchi da figura intera e specchi a forma di mattone avvolti da mosaici fatti di pezzetti di specchi minuti e di bella forma. Il soffitto della sala è stato decorato con cornici lignee di diverse forme geometriche. Nella decorazione del soffitto si nota l’immagine simmetrica della vasca marmorea che si trova al centro della loggia. Questa costruzione simmetrica ha una grande somiglianza con la loggia del Palazzo Ali Qapu. La grande sala centrale del palazzo era il luogo destinato al cerimoniale e al ricevimento degli ospiti stranieri di alto rango. Questa sala ha un soffitto a forma di cupola dipinto che è stato decorato con triangoli variopinti e disegni dorati e traslucidi. Fra le decorazioni di doratura e di pittura del palazzo, alcune delle quali furono create in epoca qajar, spiccano le immagini dei ricevimenti di Shah Abbas I e di Shah Abbas II con i sovrani del Turkestan e di Shah Tahmasb con il re dell’India;  le raffigurazioni di Shah Esmail nella battaglia di Chaldiran  e nella battaglia contro gli uzbeki e di Nader Shah nella battaglia di Karnal.

Ai due lati del salone centrale sono state dipinte, ad opera di due pittori olandesi chiamati Anjel e Lokar, le immagini degli ambasciatori e delle personalità europee che si trovavano a Esfahan nell’epoca safavide. Tra le altre decorazioni di questo palazzo si possono indicare il portale della moschea Ghotbye, alcune opere delle moschee Jubare e Aghasi che furono collocate nel palazzo e le volte delle porte ad angolo del padiglione. Tra le decorazioni della stanza del tesoro vi sono un’immagine di Shah Abbas e alcune miniature

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