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Regione di Esfahan

Capoluogo:
Esfahan
Superficie:
107027 km2
Abitanti:
4879312
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Contesto geografico

La regione di Esfahan è situata nell’Iran centrale in una prospera e fertile pianura. In maniera generica si può affermare che la maggior parte delle città e villaggi di questa zona sono il frutto del corso del Fiume Zayande Rud. Il capoluogo della regione è la città di Esfahan e gli altri importanti centri abitati sono: Ardestan, Kashan, Golpayegan, Nain e Natanz.

Clima

Il clima di questa regione è secco-temperato. La città di Esfahan ha un clima eccellente con quattro periodi regolari dell’anno, infatti, la fine di ogni stagione è facilmente percepita.

CITTA’ DI ESFAHAN

Nomi antichi: Sepahan, Espahan, Aspadana, Jey, Gey, Gabyan.
Esfahan, oltre a dare il nome alla regione, è anche il nome di una delle province della regione omonima. Centro di questa provincia è la città di Esfahan. Esfahan con la sua storia così antica e le sue opere storiche innumerevoli è una delle città-simbolo del mondo. A detta di André Malraux, scrittore e ricercatore francese, solo due città nel mondo sono paragonabili a Esfahan: Firenze e Pechino.
Le opere storiche di Esfahan comprendono i migliori esempi dei molteplici stili architettonici che si sono susseguiti in Iran per migliaia di anni. La qualità di queste opere è tale che si può dire che la maggior parte delle grandi opere e dei capolavori dell’arte architettonica dell’Iran si trova a Esfahan.
A motivo della sua antica e lunga storia, Esfahan ha avuto nomi diversi. Un gran numero di ricercatori ritiene che l’assegnazione a questo distretto prima dell’avvento dell’Islam – in particolare nel periodo sasanide – della funzione di raccolta dei soldati delle regioni meridionali dell’Iran (Kerman, Fars, Khuzestan, Sistan) sia stato il motivo della denominazione di “Espahan” e successivamente, dopo l’avvento dell’Islam, e sotto l’influenza della lingua araba, la sua forma sia cambiata in “Esfahan”.
La città di Esfahan, centro di questa regione importante, è stata considerata capitale dell’Iran. Nel periodo degli Elamiti la regione attuale di Esfahan era una delle regioni del Paese di “Anzan” o “Anshan”.
Al tempo degli Achemenidi il nome di questa regione e del suo capoluogo mutò da Anzan a Gabyan e fu anche uno dei luoghi di residenza degli Achemenidi grazie alla sua situazione fiorente.
Nel periodo Partico questa regione era uno degli ampi stati regali dei Parti, che aveva per capitale la città di Esfahan e il cui governatore aveva il titolo di Shah.
Conquistata dai musulmani tra il 640 e il 644, Esfahan restò nel dominio diretto dei califfi sino al X sec. Fu poi dei Samanidi, dei Gasnavidi e dei Selgiuchidi, sotto i quali, specialmente per opera di Malikshah che vi pose la sua residenza (1072-92), fu ingrandita e abbellita. Per avere resistito a Tamerlano fu da questo ferocemente devastata (1388). Il periodo di massimo splendore di Esfahan fu sotto i Safavidi (XVI-XVIII sec.), dai quali (con Shah Abbas I, 1587) fu prescelta a capitale del regno iranico e ricostruita. Decadde nel XVIII sec. con la conquista afgana (1722), le guerre civili e lo spostamento della capitale.
Da secoli Esfahan viene chiamata “Nesf-e jahan” (metà del mondo). Esfahan è tra le città antichissime dell’Iran la cui esistenza storica risale al terzo millennio a. C. La sua regione, tra le più antiche della civiltà e della cultura iraniana, conserva opere mirabili di tutte le epoche. Il suo ambiente naturale e geografico, al centro dell’altopiano dell’Iran, il suolo fertile e la presenza del fiume Zayande Rud sono stati il motivo della presenza di importanti centri di attività delle tribù dimoranti in questa area nelle diverse epoche. Al suo interno si trovano numerose e importanti memorie storiche di queste tribù.
Per questa ragione Esfahan è sempre stata considerata un museo vivente, pieno di luoghi da visitare e di opere storiche di grande valore. Ciascuna delle opere di Esfahan reca testimonianza della magnificenza dell’epoca in cui fu costruita.
Il più grande fiume dell’altopiano centrale dell’Iran è lo Zayande Rud, che attraversa alcune delle più belle città dell’Iran. Cascate, laghetti e paludi importanti come la palude di Gavkhuni – che è considerata una delle rare paludi dell’altopiano centrale dell’Iran – insieme alle ricche aree protette, sono motivo dello splendore delle attrazioni naturali di Esfahan.
Tra i prodotti della provincia si possono indicare il cotone, il tabacco, i cereali, il riso.
Il clima di Esfahan in generale è temperato e secco. La quantità di pioggia e neve è relativamente poca e le estati sono calde e secche.
La popolazione parla il persiano e il dialetto di Esfahan. Tra le particolarità del suo dialetto vi è l’aggiunta della lettera “s” alla fine delle parole al posto del termine “ast” (è). Gli armeni di Esfahan parlano in lingua armena.
L’Islam e la confessione sciita sono la religione e la confessione ufficiale di Esfahan ma da diversi secoli vivono nella città armeni, ebrei e altre minoranze religiose. Jolfa nella parte meridionale di Esfahan è il quartiere dove la maggior parte degli armeni si è stabilita ed è annoverato tra i migliori quartieri della città.
Il kebab, il beryan e il khoresh-e mast sono i più famosi cibi di Esfahan. Baghaliye zorrat (della città di Khorasgan), ash-e somagh, kalleye jush, sono tra i cibi delle tribù che vivono nella regione. Sar gonjeshki, kuku-ye ghandi, gheyme-ye rize, ash-e mash-o ghomri, yakhne-ye torsh, mash-o zardak, umaj-e serke va choghondor, nokhod-o ab sono le altre pietanze particolari di Esfahan.
L’economia tradizionale della regione si basa sull’artigianato, poiché la tessitura dei tappeti, della seta, l’incisione, il monabatt-kari (l’intaglio in legno), il ricamo in oro, il khatam, il malile-duzi (ricamo a filo d’oro o d’argento), la miniatura, la ceramica, il minakari, la lavorazione del metallo, del turchese, dell’argento, delle piastrelle, il ghalamkari e il pulak-duzi sono tra le belle arti di Esfahan che oggi hanno un grande splendore pure nel settore del turismo.
La porcellana, la ceramica, la produzione di beni per la casa, del cemento, dei fogli ondulati, l’industria militare, automobilistica, aeronautica, alimentare, le imprese del gas, i prodotti caseari, la filatura, la tessitura, sono altre industrie della regione.
Il più famoso souvenir di Esfahan è il gaz.
L’artigianato, in particolare le cornici lavorate a khatam, il minakari, le stoffe stampate (ghalamkari), e le diverse opere a incisione, sono tra gli altri souvenir di Esfahan.

Suovenir e artigianato


La regione risulta uno dei più grandi centri di produzione di diverse forme di artigianato dell’Iran ed è considerata da tempo immemorabile la culla delle belle arti e dell’artigianato.
Le decorazioni in mattoni, in piastrelle e in gesso e le iscrizioni artistiche, nelle opere d’arte storiche di Esfahan dai secoli scorsi all’epoca contemporanea, intorno e sui lati dei minareti, dentro e fuori le moschee e i palazzi, insieme alle arti del broccato, dell’incisione, dell’argento, della decorazione in oro, della copiatura di libri e del Corano, della pittura, tutto ciò testimonia la centralità artistica di Esfahan.
Il ricamo in argento e in oro, l’incisione su legno di Golpayegan, il merletto, altri tipi di ricamo e di tessitura, compresa la tessitura dei tappeti sono tra le forme di artigianato corrente di Esfahan. Questa produzione artigianale ebbe grande splendore nell’epoca Safavide. Nell’epoca Qajar il mercato artigianale di Esfahan fu meno florido. Ma dopo l’epoca della rivoluzione costituzionale dei primi del Novecento esso trovò nuovo sviluppo. Oggi, grazie alla florida industria turistica, i prodotti artigianali di Esfahan hanno un mercato considerevole.
In generale il disegno comune dell’artigianato manuale di Esfahan, senza distinzione tra tappeto, stampa su cotone, disegno e incisione su vasellame e tipi di ricamo su stoffa si stabilì sotto l’influenza del disegno decorativo dell’epoca safavide. I disegnatori di Esfahan con la propria capacità di comprensione e con la propria abilità fecondarono le opere antiche e le abbellirono con la loro creatività.
Uno dei più famosi souvenir di Esfahan è il gaz. L’ingrediente principale di questo piacevole e rinomato dolce, che è la manna del tamarisco, viene prodotto nei dintorni di questa città.
La manna del tamarisco è la radice di un albero di montagna la cui altezza giunge al massimo ai due metri e si produce in particolare nelle zone piene d’acqua e di buon clima di Bakhtyari e Khansar, alle pendici dei monti.
All’inizio dell’estate il prodotto di quest’albero è pronto e viene raccolto e i rami di quest’albero forniscono i chicchi, gialli e lucenti come quelli del miglio. È in questo momento che i proprietari degli alberi devono raccogliere il prodotto, prima che inizino le piogge autunnali.
Per raccogliere il prodotto, della pelle di pecora conciata, bianca e pulita, che viene detta dabale viene stesa sotto l’alberello e poi il tronco dell’albero viene colpito con un legno dall’estremità storta detto daganak che viene preparato a questo scopo, in modo che i chicchi si separino dal corpo dell’albero e cadano nel dabale. Questi gaz ancora impuri, misti a foglie e altri elementi vengono puliti con un setaccio di ferro costruito appositamente. Nel corso dell’anno questo lavoro viene ripetuto fino a dieci volte e quanto più viene ripetuto tanto più il prodotto finale sarà pregiato. Gli elementi aggiuntivi che rimangono nei setacci sono utilizzati in vari modi, tra i quali quello di erba medicinale. Ma sono soprattutto i chicchi che si raccolgono che sono considerati molto pregiati.
Se prima della raccolta del prodotto ci sono state delle piogge, la pregevolezza del gaz sarà minore e se le piogge saranno state molte, il prodotto sarà inutilizzabile.

Cucina  Locale

Nelle città e nei centri rurali della regione vengono preparati prelibati piatti della cucina locale: diversi tipi di minestra (la minestra di Haft Qalam, di Sholgham, di legumi, di Bolghur e quella di orzo), di brodo di carne (il brodo di carne e lenticchie, il brodo di carne e spinaci), di zuppe (la zuppa di piselli, di ceci e di pomodori), Eshkane Esfahani, vari tipi di pietanze (a base di melanzane, Khorak-e Dast Pich, Kabab di zucchine), Qeime Rize, Shami Havij, Harire, Reste Shir, Kabab e patate, Khagine e Shire, Dam Pokhtak Mash, Eslamboli Polo, Kalam Polo, Sagmat, sugo di melograno, Keik-e Kamaj, Haft Torshi e decine di altre gustose portate.


  I Migliori Ristoranti In Esfahan:

Ristorante tradizionale di Alighapoo

Baghe Saba Traditional Restaurant

 

  I Migliori Hotel In Esfahan:

Hotel Abbasi             

Alighapou Hotel       

Hotel Kowsar           

Piroozy Hotel