Palazzo di Sahebqaraniye

Palazzo Saheb Qaranieh

La costruzione del palazzo Saheb Qaranieh ebbe inizio nel 1267 dell’Egira lunare per volere di Nasreddin Shāh, e per questo edificio, dopo il suo primo secolo di regno, venne scelto il nome “Sāheb Qarānyeh” (a quel tempo ogni 30 anni veniva considerato un secolo).
Questo palazzo aveva il dormitorio, un andarun (parte riservata alle donne) e numerose altre parti che con il passare del tempo hanno subito cambiamenti, restauri e ricostruzioni, decorazioni architettoniche interne, come le pareti, l’arredamento, i tappeti, e tutto ciò che serviva al ricevimento ecc..

Dopo la rivoluzione islamica gli edifici e le proprietà di questo palazzo furono rinforzate, restaurate e ricostruite e le lavorazioni a stucco, a specchietti, le finestre saliscendi, le porte ecc..ebbero nuova vita grazie agli artisti e ai maestri ed alcuni dei tappeti più pregiati furono restaurati.

Con l’utilizzo di qualche stanza di studio e di servizio per riporre alcuni documenti storici relativi al periodo qajaro e pahlavi, si è cercato di mettere in mostra a Sāheb Qarānyeh una piccola serie della storia e dell’arte di questi due periodi

Sulle pareti nord e sud sono collocati due grandi quadri dei principi qajari. Nella prima stanza si vedono foto del palazzo al tempo di Nasreddin Shāh e nella stanza successiva la proclamazione costituzionale (l’originale fu firmata in data 14 jamadi al-akhar 1324 dell’Egira lunare nel palazzo Sāheb Qarānyeh), i documenti di questo periodo e le immagini dei personaggi del periodo costituzionale.

Dopo la stanza dei negoziati militari è situato il salone jahān namā o salone āyeneh. Raffinate lavorazioni a specchietti e a stucco rifinite in modo artistico e finestre saliscendi piacevoli da vedere, si aggiungono alla maestosità di questo edificio. Nello shāhneshin (salone principale) settentrionale di questo salone si trova la scrivania di Mohammad Rezā Pahlavi.

Le pareti dello shāhneshin meridionale sono state decorate con piccole armi fredde e calde dei periodi Zand e Qājār e qualche tappeto iraniano pregiato, opera di artisti di Tabriz e dei laboratori Amugli e Arjmand di Kermān ha rivestito il pavimento del salone.

Qui si vedono alcuni vasi provenienti dagli stabilimenti di Missen in Germania e di Seurre in Francia. Dopo il salone jahān namā, si trova la stanza dei negoziati privati, la stanza per il riposo pomeridiano ecc..

Nelle stanze di questa sezione è stata esposta una raccolta di foto dei capi di stato stranieri e anche opere donate alla corte, medaglie e riconoscimenti. Nel vestibolo dell’ala orientale di questo piano una statua di Venere in marmo accompagna i visitatori. Tutto l’arredamento di Sāheb Qarānyeh proviene dalla Francia, i lampadari sono prodotti in Cecoslovacchia e in Francia e il servito in Germania.

Howz khāneh
Il piano inferiore del palazzo Sāheb Qarānyeh si chiama howz khāneh. Nelle stanze di questo palazzo sono esposte varie tipologie di tessuti qajari, opere dipinte a olio che comprendono scatole, copertine, portapenne, oggetti per la calligrafia, la pittura e opere di noti artisti iraniani.

La korsi khāne con lavorazioni in stucco, un’incisione nei quattro lati del muro e un quadro di Yusuf e di Zuleikha è una delle parti del palazzo più belle da vedere.

La howz khāneh dal punto di vista architettonico e decorativo come le lavorazioni in stucco, le sontuose finestre saliscendi e le opere presenti in essa, dopo il salone jahān namā è tra le parti più belle del palazzo. La vasca si trova al centro dell’edificio ed è circondata da arredi.
Un candeliere e qualche quadro: tra quelli della howz khāneh di Sāheb Qarānyeh spicca l’opera di Kamāl Al-Molk.

In una parte della parete dello shāhneshin settentrionale, il raduno dello Sheikh San’ān (racconto di Attār) è stato inciso sulla pietra.
Nella sezione del bar e della sala da the si vedono tipologie di oggetti per il ricevimento e una grande quantità di piatti di vetro e di cristallo prodotti in Germania, in Russia, in Cecoslovacchia e in Iran. I soffitti lignei incisi di questa sezione appartengono al dodicesimo secolo dell’Egira lunare e provengono da Shirāz.

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