Città di Dahan-e Gholaman

La città di Dahan-e Gholaman

La città di Dahan-e Gholaman si trova nei pressi del villaggio Ghal’e Nou, città di Zābol (regione Sistān e Baluchestān) e risale all’epoca achemenide, ai secoli quinto e sesto a.C.

Questo sito archeologico che comprende i resti e le tracce di edifici di questa città, è situato in un’area molto vasta su una superficie estesa dai 4 ai 5 km. Il sito archeologico di Dahan-e Gholaman fu scoperto negli anni 60 dall’archeologo italiano Umberto Scerrato.

Essa è l’unica città storica scoperta dell’epoca achemenide che dimostra chiaramente la sovranità completa dell’Iran nella sua parte orientale ed è l’unica città antica di questo periodo; di essa gli ingegneri di quel tempo hanno prima tracciato la pianta e poi costruito la città.

In questa, che un tempo era il centro amministrativo-politico della satrapia (vālineshin) di Zarnag (Zarnaj) nel regno degli Achemenidi, l’architettura tradizionale achemenide è fusa con quella locale del Sistān.

Gli scavi dimostrano che questa città con un ingresso, era dotata di un luogo di preghiera a quattro angoli con quattro torri di guardia, del palazzo del re, di grandi edifici pubblici, di un tempio, di quartieri residenziali, di una strada, di un canale, e di quartieri militari e industriali.

Una delle peculiarità di Dahan-e Gholaman è l’assenza di tracce di torri,  bastioni e mura difensive e ciò dimostra una sorta di stabilità economica e di prosperità politica degli Achemenidi nel paese.

Gli archeologi considerano l’improvviso prosciugamento del letto del fiume Hirmand uno dei fattori principali dell’abbandono di questa città.

Il suo nome originario, Zarang (Zaranj), Dranghiana o Dranjay- ha la stessa radice della parola zarreh e darya– come capitale achemenide corrisponde all’odierno Sistān e “Dahan-e Gholaman” (lett: apertura, passaggio degli schiavi) è il nuovo nome che è stato attribuito a questo luogo secondo i racconti locali basati sull’entrata degli schiavi nel Sistān proprio da questa direzione. 

 

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