Iran, la stagione archeologica per la “città bruciata”

L’Università del Salento, nel sito preistorico di Shahr-e Sukhteh.

Una nuova stagione archeologica per Shahr-e Sukhteh, la famosa Città Bruciata iraniana (Shahr-e Sukhteh), nella provincia del Sistan-Baluchestan. “La diciottesima stagione archeologica nel sito preistorico di Shahr-e Sukhteh è in collaborazione con l’Università del Salento, e ha una durata di 35 giorni”, ha spiegato l’archeologo iraniano Seyyed Mansour Seyyed Sajadi. Poi aggiunge: “Questo lavoro di scavo si svolge in una ex zona residenziale del sito, risalente a 5.000 anni fa.” L’esperto ha poi spiegato che gli scavi si concentreranno su studi di zoologia, botanica e antropologia, “che potrebbero fornire molte informazioni su animali, piantagioni e vita umana nella Città Bruciata”.

Shahr-e Sukhte, o “Città Bruciata, è un sito archeologico risalente all’Età del Bronzo. Si trova in Iran, nella sua parte sud orientale, poco lontano dai confini con Pakistan e Afghanistan. Si tratta di un insediamento urbano attribuibile alla Cultura Jiroft, nella provincia del Sistan e Baluchistan. Il sito, Patrimonio Unesco sin dal 2014, si estende per un’area pari a 151 ettari e rappresenta una delle più antiche e ampie città del mondo. L’insediamento si è sviluppato intorno al 3200 a.C. e ha subito nel corso della sua storia almeno tre incendi, prima del completo abbandono del 1800 a.C.

Le operazioni preliminari di scavo cominciarono nel 1960 per il merito di un gruppo archeologico italiano. La qualità e la quantità dei reperti scoperti, nel corso degli ultimi anni, dimostrano che questo sito dell’età del bronzo sia il più importante centro sociologico, politico, economico, commerciale, artigianale, amministrativo e culturale del III e II millennio a. C. di tutta la zona del Medio Oriente.

La provincia del Sistan e Baluchistanè una delle trentuno province dell’Iran. Il capoluogo è Zahedan. Si trova nella zona sud-orientale dell’Iran a confine con il Pachistan e Afghanistan

 

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Shahr-i Sokhta

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