Riparte l’Accademia del maestro Muti

Centinaia di domande da tutto il mondo

Prove dal 22 al 30 luglio e concerti finali l’1 e il 3 agosto, sempre al teatro Alighieri di Ravenna.

«Attraverso il pianoforte si spiega cos’è l’interpretazione di un personaggio e quanto stabilito durante lo studio con la compagnia di canto è riportato in orchestra, con una cura della frase musicale, del timbro, del significato da dare a ogni nota che mette la musica sempre al servizio della parola»: la quarta edizione dell’ Italian Opera Academy di Riccardo Muti non può che cominciare al pianoforte, con l’appuntamento di sabato 21 luglio, ore 18 al Teatro Alighieri, che vedrà il Maestro impegnato nella presentazione del Macbeth ai suoi giovani allievi e al pubblico in sala.

Si inaugura così l’intenso percorso di due settimane dedicate allo studio del Macbeth di Verdi, per scoprirne segreti e alchimie di scena in scena, di frase in frase.

Accanto ai direttori d’orchestra e maestri collaboratori selezionati fra le centinaia di domande di ammissione arrivate da tutto il mondo, studenti, musicisti e appassionati vivranno tutta l’esperienza dell’opera, con le prove in orchestra e con i cantanti dal 22 al 30 luglio, fino ai concerti finali dell’1 e 3 agosto, rispettivamente diretti da Muti stesso e dai suoi allievi.

Patrocinata dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, l’Accademia è realizzata grazie al determinante sostegno della Fondazione Raul Gardini e al contributo di Barilla, The Shilmann Foundation, Coop Alleanza 3.0, FBS e Mercedes Benz.

«La mia è una crociata – sottolinea Riccardo Muti – a favore dell’integrità della partitura e contro la compiaciuta disattenzione con cui il melodramma è spesso presentato sui palcoscenici di tutto il mondo, a causa della mancata comprensione del rapporto tra musica e testo. Il nostro repertorio deve invece godere del medesimo rispetto riservato alla musica d’oltralpe».

Una battaglia che Muti combatte non solo dal podio delle orchestre che guida in tutto il mondo, ma anche – grazie a un’Accademia che è un unicum assoluto in Italia e all’estero – nel Teatro Alighieri di Ravenna, dove condivide la propria esperienza con i giovani allievi – direttori d’orchestra e maestri collaboratori, tutti rigorosamente under 35 – e con il pubblico in platea e nei palchi. Così l’Accademia rinnova anche per questa quarta edizione il proprio duplice ruolo di momento di alta formazione e luogo eletto per la promozione dell’opera italiana, patrimonio da trasmettere in tutta la sua autenticità e profondità.
Cuore di questa bottega rinascimentale, dove i segreti del mestiere si tramandano da maestro ad allievo, è ancora una volta un’opera verdiana. Il Macbeth – dopo Falstaff, Traviata e Aida delle edizioni precedenti – si offrirà alla lente d’ingrandimento dell’Accademia, dall’imprescindibile lavoro al pianoforte e dalla formazione dei cantanti al dialogo con l’orchestra, che non deve accompagnare i solisti ma piuttosto far musica insieme a loro.

L’Accademia si svolge interamente nell’ottocentesco Teatro Dante Alighieri, sul palcoscenico l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini che Muti stesso ha fondato nel 2004, altra testimonianza della devozione alla formazione della nuova generazione di musicisti, nel caso della Cherubini tutti sotto i trent’anni e provenienti da tutt’Italia.

Quanto ai cantanti, nei panni di Macbeth e Lady Macbeth Serban Vasile e Vittoria Yeo, Riccardo Zanellato sarà Banco, Giuseppe Distefano Macduff, Riccardo Rados Malcolm, mentre dama e medico saranno rispettivamente Antonella Carpenito e Adriano Gramigni; il Coro Costanzo Porta sarà invece guidato da Antonio Greco. A lavorare con orchestra e solisti i giovani selezionati fra le numerosissime domande in arrivo da ogni parte del mondo: dall’Italia e da tutti i Paesi europei, ma anche dal Sudamerica – Argentina, Brasile, Colombia, Venezuela – e dall’Oriente, dall’Azerbaijan all’Iran, dal Giappone alla Cina, alla Corea, a Hong Kong.