Tre Donne. Un altro cinema iraniano

La più grande rassegna cinematografica iraniana dedicata alle donne registe iraniane.

A cura di Mario Sesti e Italo Spinelli

23, 24, 25 giugno 2018 Maxxi Via Guido Reni, 4/a

Un inedito e appassionante viaggio fra società, cultura e condizione della donna nell’Iran di oggi vissuto attraverso lo sguardo delle tre registe Rakhshan Bani Etemad, Ida Panahandeh, Narges Abyar. L’iniziativa, a cura di Mario Sesti e Italo Spinelli, parte del ricco programma estivo del museo, nasce dalla collaborazione fra Fondazione Cinema per Roma | CityFest, guidata da Laura Delli Colli, MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, guidato da Giovanna Melandri, e Asiatica Film Mediale.

La rassegna sarà inaugurata da un incontro con le tre cineaste iraniane che approfondiranno ruolo e identità del punto di vista femminile nella cinematografia iraniana contemporanea, fornendo al pubblico lo spaccato di un universo vivo e palpitante di tensioni, la memoria della guerra, l’universo rurale, la riservatezza dei sentimenti, il cosmo familiare.
All’incontro sarà presente anche Arselan Amiri, co-sceneggiatore del film Israfil.
Al termine dell’evento sarà proiettato Narges di Rakhshan Bani Etemad, la prima regista ad ottenere riconoscimenti nazionali e internazionali. Il film è stato fra i primi, dopo la rivoluzione, ad affrontare il tema delle relazioni uomodonna, mettendo al centro un tabù come la relazione tra una donna non più giovane e il suo giovane amante.
Altri tre i film in programma, firmati dalla First Lady del cinema iraniano, Rakhshan Bani Etemad. Nelle due pellicole realizzate durante e dopo l’elezione di Khatami, May Lady e Under the Skin of the City, la regista coglie l’atmosfera di ansia e di grandi aspettative, mostrando le molte famiglie di lavoratori di modesta estrazione che, nel tumulto delle trasformazioni politiche, cercano un equilibrio tra la difficile quotidianità e le speranze per il futuro.
Con Tales, Bani Etemad ritorna prepotentemente a storie e personaggi dei suoi film precedenti, un’umanità sofferente dove emergono le figure femminili che non temono di mostrare il proprio bisogno d’amore, ponendo in risalto le difficoltà della relazione uomo-donna.
La cineasta Narges Abyar rappresenta, come Ida Panahandeh, la generazione cresciuta dopo la rivoluzione. Due i film di Abyar in programmazione, entrambi ambientati durante la guerra Iran-Iraq: Breath porta sul grande schermo il mondo di una bambina, mentre Track 143 tratteggia il ritratto di una madre di un figlio martire.
Dopo il successo di Nahid, Ida Panahandeh firma con Israfil il suo terzo lungometraggio, una storia d’amore moderna ambientata, nella prima parte del film, nel nord dell’Iran, in una città nella catena montuosa di Alborz. L’Israfil del titolo si riferisce all’Arcangelo che riporta in vita i morti nel giorno della Resurrezione: l’amore rinasce in due donne di culture e generazioni diverse che amano un uomo, ognuna a modo suo. Ai valori tradizionali, Panahandeh contrappone le esigenze emotive di oggi.

Programma

23 giugno

Ore 18,00

Incontro con Rakhshan Bani Etemad, Narges Abyar, Ida Panahandeh.
A seguire la proiezzione del film Narges di Rakhshan Bani Etemad | Iran 1991, 95’
Adel è un giovane criminale che spesso fa coppia con la sua compagna di mezza età Afagh. Quando incontra la bellissima Nargess, decide di cambiare vita e sposarla. Afagh assicura la famiglia della sposa che Adel è affidabile, ma il suo passato criminale chiude la maggior parte delle portee Adel decide di tornare alla vecchia vita per un ultimo lavoro. Al suo quarto film, Rakhshan Bani Etemad, non manca ancora una volta di offrire, come pochi altri autori del suo paese, uno spaccato della società iraniana e della condizione femminile.

Ore 21,00

Breath (Nafas) di Narges 2016, 111’

Racconta la storia della piccola Bahar, che vive con suo padre, Ghafour e la nonna negli anni ’70, in un mondo rurale, fiabesco e retrogrado allo stesso tempo. Il suo mondo infantile e surreale, pieno di sogni e fantasie, è restituito dalla sua voce fuori campo e da uno stile ricco di animazioni, recitazione vivida e colorita, sentimenti ingenui e puri. È il primo film iraniano diretto da una donna ad essere proposto per la candidatura all’Oscar come miglior film straniero.

24 giugno

Ore 17,00

Under The Skin of The City di Rakhshan Bani Etemad 2001, 92’

Tuba lavora in fabbrica, il marito è inabile al lavoro e Abbas, suo figlio maggiore, è ossessionato dall’idea di andare a lavorare in Giappone. Per pagarsi il visto e il volo aereo finisce per impegnare la casa della madre, l’unico bene di famiglia che possa fruttare del denaro. Tuba, sebbene assai preoccupata, resta accanto al figlio e fa del suo meglio per aiutarlo, anche se la vita si oppone con determinazione. Ritratto mobile e sfaccettato di una famiglia della working class iraniana che ricorda temi e stile del neorealismo.

Ore 19,00

Track 143 di Narges Abyar, 2013, 92’

Olfat ha una figlia e un figlio chiamato Yonos che lavora in una miniera. Un giorno trova un messaggio di suo figlio: “I miei amici ed io entreremo in guerra”. Quando la radio irachena annuncia Yonos tra i nomi dei prigionieri, Olfat si lega ad una radio e vive da reclusa in attesa del ritorno di suo figlio. Basato su un libro della stessa Abyar, è un film sul grande sacrificio delle madri durante la guerra, animato da notevoli attrici.

Ore 21,00

Israfil di Ida Panahandeh 2017, 101’

Dopo la morte del figlio, Mahi rincontra Behrooz, ex fidanzato che aveva lasciato il Paese a causa della loro relazione che si riaccende nonostante lui sia legato ad un’altra donna. I tre, impersonati da attori di tensione non ordinaria, sullo sfondo di una società dominata dal territorio della famiglia, vengono pedinati da uno sguardo austero e penetrante, ricco in parti uguali di empatia e lucidità, realismo e scavo interiore. Un esercizio, notevole, di purezza e intensità cinematografica.

25 giugno

Ore 18.30

May Lady di Rakhshan Bani Etemad , 1998, 86’

Kia è una regista di documentari, una cineasta che ha divorziato dal marito e ora vive con suo figlio Maani. Decide di accettare la proposta di realizzare un film sulle ‘madri perfette’, ma il progetto si rivela improbo e frustrante. Si deciderà a sposare il produttore? Ritratto di una donna sulla quarantina che al crocevia della sua vita personale professionale affronta un bilancio di entrambe, attraverso un esame scrupoloso dell’importanza di seguire le proprie passioni.

Ore 20.30

Tales di Rakhshan Bani Etemad ,2014, 92’

Sette episodi con sette personaggi: un giovane tassista truffato da un’immobiliare, la madre anziana che cerca di tirare fuori il fratello in prigione per reati politici, un gruppo di volontarie che gestisce un rifugio per donne maltrattate e tossicodipendenti, un funzionario corrotto e incompetente, un marito convinto che la propria moglie lo tradisca. È uno sguardo intenso e intimo a porte chiuse, premi alla sceneggiatura a Venezia nel 2014.

 

Tutti i film saranno proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano.
I biglietti (5 euro) si possono acquistare presso il Museo MAXXI e online sul sito www.vivaticket.it.