04-chahar mahal  bakhtiari

Chahar Mahal e Bakhtiari

Capoluogo:
Shahr e Kord
Superficie:
16 201 km²
Abitanti:
843 784 (2006)
Chahar Mahal-attrazioni turistiche - Viaggio - Turismo
Storia e CulturaAttrazioniSuovenir e artigianatoUsanze e CostumiDove mangiare e dormire

Contesto geografico

La regione di Chahar Mahal e Bakhtiyari è situata nella parte centrale dei Monti Zagros. La città di Shahr-e Kord è il capoluogo della regione e i suoi maggiori centri abitati sono: Ardal, Lordegan, Borujen e Farsan. Il territorio dei Bakhtiyari presenta un ambiente singolare e caratteristico, i suoi visitatori scoprono un’alta catena montuosa con strette vallate, vasti altopiani con fiumi carichi d’acqua, boschi di querce e platani, e ricchi pascoli sui Monti Zagros. Il punto più alto della regione è la cima del Monte Zard Kuh e la parte più bassa si trova ad Armand.

Clima

Il carattere montuoso del territorio e la differenza del tasso di umidità presente nell’aria, al di là della quota relativa delle diverse zone, hanno fatto in modo che in questa regione ci sia una notevole varietà di temperature. Quindi, il clima della regione è complessivamente freddo nella stagione invernale e temperato in estate.

Storia e cultura

Visto il suo antico legame con la zona di Lorestan, la regione di Chahar Mahal e Bakhtiyari rappresenta una delle più antiche terre della civiltà iranica. La conservazione e la messa in pratica di quella antica cultura in questo territorio furono uno dei suoi tratti peculiari che perdura fino ad oggi. I Bakhtiyari sono una popolazione di stirpe iranica e facevano parte del gruppo degli antichi Persiani che, nei secoli VII e VI a. C., si insediarono sulle pendici degli attuali Monti Bakhtiyari. In verità, la storia della regione di Chahar Mahal e Bakhtiyari si è fusa con quella della suoi abitanti, i quali sono un ramo dell’etnia dei Lor che nel corso della storia dell’Iran divennero famosi come i ‘Grandi Lor’. Anche i Bakhtiyari, a loro volta, si dividono in due grandi gruppi: ‘Haft Lang’ e ‘Chahar Lang’. I pascoli estivi dei ‘Chahar Lang’ si trovano a nord della regione, mentre quelli dei ‘Haft Lang’ sono a sud. Nel passato, il territorio dei Bakhtiyari fece parte della regione di Fars oppure del Khuzestan.

Suovenir e artigianato

I prodotti dell’artigianato di questa regione sono: jajim, kilim, tappeti, pantofole tradizionali ricamate, tessuti e cappelli di feltro, chugha, bisacce tradizionali, tende per accampamenti di nomadi, khor, zhelas, mestoli e cucchiai di legno. Anche i diversi tipi di Gaz (un tipo di torrone morbido) – Gaz-e baldaji, Gaz di farina, Gaz-e Loqme e Gaz di cioccolata – fanno parte dei souvenir di questa regione.

Il rituale del gioco del bastone dei nomadi Bakhtiari

Tra le popolazioni dei monti Zagros, il combattimento con il bastone ha una storia gloriosa e al giorno d’oggi viene utilizzato nelle occasioni di festa. Il gioco del bastone e del fazzoletto sono due rituali tradizionali di queste zone la cui origine è il campo da combattimento. Il gioco del bastone, insieme all’accompagnamento musicale con il corno e il tamburo, praticato al giorno d’oggi nelle feste tra i Bakhtiari, è quello in cui due uomini con due bastoni intraprendono una lotta simbolica l’uno contro l’altro. Il bastone spesso e duro in questa lotta simbolica è nelle mani del difensore, mentre quello fine, che viene accompagnato con un movimento delle spalle, è nelle mani dell’attaccante e anche il campo da combattimento è stato pensato per fuggire dall’attacco del bastone fine. I Bakhtiari eseguono il gioco del bastone nelle loro feste.
Cucina Locale
I piatti della cucina locale di questa regione sono: Kabab-e Bakhtiyari, Halim di riso, carne e grano, Tas Kabab e brodo di carne. Nel passato, la popolazione di questa regione preparava un combustibile speciale, chiamato ‘Surde’, con cui accendevano anche il fuoco dei vecchi Korsi (il riscaldamento tradizionale iraniano). I più giovani mettevano le patate dentro ‘Surde’ e, una volta cotte, le mangiavano con l’olio animale. Gli abitanti di Shahr-e Kord chiamavano questo cibo ‘Khol Paz’.
Condividere