20-Mazandaran

Regione Mazandaran

Contesto geografico

La regione di Mazandaran si trova nel nord del paese, nella zona litorale del Mar Caspio, e il suo territorio si divide in due contesti: le pianure costiere e l’area montana. Il capoluogo della regione di Mazandaran è la città di Sari e gli altri principali centri urbani sono: Neka, Amol. Babol, Behshahr, Tonokabon, Chalus, Ramsar, Qaem Shahr, Mahmud Abad e Noshahr.

Clima

Le condizioni atmosferiche della regione di Mazandaran sono influenzate dalla latitudine geografica, dall’altezza dei Monti Elborz e dall’altitudine delle terre dal livello del mare, tali fattori determinano anche due contesti climatici: il clima del litorale caspico, caratterizzato da una stagione estiva calda e umida e da una stagione invernale temperata e umida; e il clima delle zone montane, caratterizzato da mesi invernali rigidi, con possibilità di gelate, e da mesi estivi temperati e di breve durata.

Storia e cultura

Dagli studi archeologici condotti nelle grotte di Kamarband e Hutu, nei pressi della città di Behshahr, sembra che la presenza umana nella zona di Mazandaran risalga a circa 9500 anni avanti Cristo. L’odierna regione di Mazandaran, nel passato, faceva parte di un vasto territorio che nei testi antichi era menzionato con i nomi di ‘Farashuragar’ e ‘Patiskhavargar’, invece nelle iscrizioni di Bisotun dell’epoca achemenide è stato registrato con il termine ‘Pateshvarish’. I Tabari e le antiche popolazioni di altra stirpe, ma originarie di questa regione, erano conosciuti come i più abili guerrieri, arcieri, frombolieri, spadaccini e lancieri, infatti, vennero arruolati nelle armate degli imperatori achemenidi che erano in guerra contro altre potenze dell’epoca. L’antico geografo greco Strabone menziona questa regione con il nome di ‘Parkhavateres’. Dai tempi antichi, la regione di Mazandaran – che nel passato era conosciuta anche con il nome di Tabarestan – fu considerata come una zona strategica da diverse casate regnanti, a causa del contesto climatico favorevole che vi trovavano. Nei testi di storiografi antichi, Atu Fardat (o Farhad Parter) venne ricordato come il primo sovrano del paese di Tabarestan. Per il motivo della vicinanza con il governo e le terre dei Parti, la regione di Tabarestan rimase di fatto sotto il controllo della dinastia Arsacidi fino alla sua caduta. Il termine ‘Mazandaran’, che dal punto di vista geografico indicava una parte rilevante del paese di Tabarestan, divenne il nuovo nome di questa regione a partire da VII secolo dell’egira lunare. Molte famose dinastie del passato ebbero il possesso del territorio di Mazandaran, tali casate furono: Al-e Qaren, Gavbare, Paduspanan, Bavandasepehbadan e Al-e Vashmgir o Al-e Ziyar. Anche Tahiridi, Saffaridi, Samanidi, Ghaznavidi, Timuridi, Safavidi e la dinastia dei Qajar furono fra i sovrani che controllarono questa regione, considerandola uno dei paesi dell’Iran. Per gli storiografi una delle caratteristiche rilevanti della regione di Mazandaran è quella di avere accolto la fede musulmana sciita senza l’uso della forza.

Le immagini di questa sezione sono nella fase d'aggiornamento e verranno pubblicate al piu' presto.

Suovenir e artigianato

I principali manufatti dell’artigianato e i souvenir caratteristici della regione di Mazandaran sono: kilim, jajim, piatti e oggetti in terracotta e ceramica, piatti e statue in legno, capelli e tessuti in feltro, vari tipi di marmellate e sottoaceti, vari tipi di sciroppo di Bahar Narenj (arance primaverili) e visciole.

Cucina Locale

Tra le pietanze caratteristiche della regione di Mazandaran si possono citare le seguenti: Aghuz Mossama (piatto a base di noci), Tah Chin, Torsh Torshu, Do Pati, Espenasak, la minestra di zucche, Esfenaj Marji, Kahi Anar (piatto a base di zucche), Naz Khatun, Qaliye, Khoresht-e Alu e Aghuznun.

Il rito “barf châl”

In un villaggio di montagna di nome Asak, a novanta chilometri a nord-est di Teheran-Âmol, ogni anno a metà del mese di Ordibehesht[1], si svolge il rito chiamato “barf châl”il cui scopo è la conservazione dell'acqua necessaria per gli animali nelle stagioni calde dell'anno. La gente del posto, durante il rito pulisce la strada di Nâseri (la strada che porta a Barf Châl) e draga il  fossato di Barf Châl. Poi con la pala e il piede di porco rompe il ghiaccio, se lo carica sulle spalle e lo getta nel fossato. Questo giorno per gli abitanti di Asak è molto importante e propiziatorio. Negli anni passati in mancanza di sorgenti di acqua essi decisero di scavare un grande fossato per conservarla. Gli scavatori si impegnarono molto a scavare ma mentre lavoravano si imbatterono in pietre grosse e dure perdendo ogni speranza. Seyyed Hasan Vali, un saggio e devoto del nono secolo dell'Egira, passando da questo villaggio disse ai loro abitanti: “scavate dove poggio il mio bastone e promettete in caso di successo che ogni anno durante lo svolgimento del rito “barf châl” offrirete alla gente formaggio e miele e sacrificherete un agnello.

[1]Secondo mese del calendario solare iraniano, dal 21 Aprile al 21 Maggio.

Il governo delle donne (il rito modar-shâhi)

Nel giorno di barf châl, il villaggio di Asak, a novanta chilometri a nord-ovest di Teheran-Âmol, gli uomini lasciano il villaggio e per un giorno le donne prendono in mano il governo di esso scegliendo tra di loro una persona come governatrice della città che sappia amministrare, impartire ordini, e sia fisicamente robusta. La governatrice sceglie anche alcune ragazze giovani per sorvegliare gli affari pubblici. Queste sorveglianti indossano le vesti dei vecchi militari o quelle dei soldati di oggi e si impegnano a svolgere i loro doveri. In questo giorno nessun uomo ha il diritto di entrare nel villaggio, ovviamente i malati e gli anziani possono rimanere in casa a patto che non si affaccino alla finestra o vadano in terrazza. Anche le forze dell’ordine non permettono alla gente di entrare nel villaggio. Gli ordini della governatrice sono obbligatori e colei che non obbedisce viene punita cioè viene fatta montare su un asino senza sella al contrario e viene fatta girare e le altre donne la deridono oppure le viene ordinato di preparare dei dolci e di distribuirli agli abitanti del villaggio. All’inizio della giornata le donne davanti alla casa della governatrice cominciano a ballare e a battere i piedi finchè lei non esce e va insieme a loro al tekyeh del villaggio e lì inzia ad impartire ordini. Pranzano tutte insieme e dopo pranzo quando rientrano gli uomini si dedicano alle faccende quotidiane.