Muharram, Tradizioni e cerimonie

Tradizioni e cerimonie di lutto del mese di Moharram in Iran

il mese di Moharram: La più importante e commovente usanza e cerimonia religiosa in Iran, è quella che commemora il lutto per l’Imam Hossein (che la Pace sia su di lui), nipote del Profeta dell’Islam, terzo Imam degli Sciiti e per la sua famiglia e i suoi compagni durante il mese di Moharram e il giorno di Arba’een.  Questa cerimonia molto antica è legata all’episodio dell’anno 61 dell’Egira lunare nel deserto di Karbala, nell’attuale Iraq. Il rito del lamento funebre inizia dal primo giorno di Moharram e raggiunge il suo apice nella tarda mattinata del giorno di Ashura. Al tramonto e durante  la sera di questo giorno, questo lamento funebre si protrae e assume il nome di“Shâm-e Gharibân[2]”. Anche nel dodicesimo giorno  del mese di Moharram si svolge un rito chiamato“Sevvom-e Imam Hossein”(Terzo giorno di lutto dell’Imam Hossein). Questa cerimonia si celebra anche il sedicesimo giorno dello stesso mese con il nome di “Haftome Imam Hossein” (Settimo giorno di lutto dell’Imam Hossein) e il venti del mese di Safar con il nome di “Arba’een[1] . Le varie cerimonie di lutto del mese di Moharram e Arba’een si svolgono in vari modi in diverse parti dell’Iran. Il lamento funebre del Moharram, oltre alle dimensioni religiose, ha anche aspetti politici e sociali. Il compianto degli Sciiti dell’Iran in questo mese si manifesta sempre in modo spontaneo. Nei giorni di lutto del Moharram per celebrare questo evento eterno, le grandi e piccole città dell’Iran cambiano aspetto in modo notevole e si vestono di nero. Bandiere e stendardi neri e talvolta verdi vengono innalzati all’ingresso e sul tetto dei tekyeh, delle moschee, delle case, degli edifici, degli uffici e delle strade principali.
Donne e uomini, anziani e giovani si vestono di nero e in particolare verso mezzogiorno del giorno di Ashura , alcuni si cospargono di fango i volti e i capelli. In questi giorni le donne e gli uomini, specialmente i giovani, si radunano nelle moschee, nelle strade principali e nei tekyeh e recitando elegie con le catene e le mani si flagellano la schiena , la testa e il petto. La cosa incredibile, è il  vedere una moltitudine di persone che siano uomini, donne, anziani, giovani, grandi, piccoli, l’uno accanto all’altro con commozione e all’unanimità  recitare lamenti funebri, e che preparando svariati cibi e bevande calde e fredde , offrono tutto quanto in beneficenza ai partecipanti alla cerimonia e a tutti le classi sociali della società. I cibi solitamente offerti in beneficenza sono: khoresht-e gheimeh, âbgusht[3], adas polow[4], zereshk polow,[5] ghormeh sabzi[6], halim, vari tipi di zuppe, vari tipi di halvâ e shole zard. Battersi il petto, flagellarsi con le catene,  recitare versi tristi, organizzare rappresentazioni teatrali note come ta’zieh, preparare e distribuire cibo in beneficenza, sono usanze e rituali comuni durante il Moharram e l’Arba’een, ma queste stesse si svolgono in forme diverse nelle città e nelle zone dell’Iran e in alcuni casi in una o due zone in una forma particolare; qui verranno presentate alcune delle usanze e dei rituali più importanti. La prima cerimonia funebre del Moharram celebrata da Jaber Ansari il quarantesimo giorno dopo il martirio dell’Imam Hossein (che la Pace sia su di Lui) e dei suoi compagni, con alterne vicende si è protratta fino ad oggi. I giorni di Tâsu’â, Ashura e Arba’een, in Iran sono feste nazionali e tutti gli uffici, sia statali che non, i centri educativi, gli esercizi commerciali, i bazar, i cinema, i teatri ecc…sono chiusi. Nel giorno di Ashura rimanere a casa non è accettabile; tutti infatti vanno per strada per recitare i lamenti funebri e per manifestare ognuno il proprio dolore.
Nei mesi di Moharram e Safar, non si celebra nessun tipo di matrimonio.

[1]Il 20 Safar, secondo mese del calendario islamico, il mondo sciita e non solo, commemora l’Arba’een, ovvero il quarantesimo giorno dopo il martirio dell’Imam Hossein e i suoi 72 fedelissimi compagni. In questa occasione pellegrini provenienti da tutto il mondo si radunano nella città irachena di Karbala per commemorare la tragedia che si consumò nell’anno 61 dell’Egira lunare. 

[2]Lett: “Notte degli estranei”, indica la notte che segue il giorno di Ashura in cui la famiglia dell’Imam Hossein e i suoi compagni, stanchi e affamati rimasero seduti in solitudine per tutta la notte ognuno pensando alle persone care perse nell’ingiusta battaglia. 

[3]Zuppa di agnello cotto con legumi, patate e pomodori e accompagnata da pane.

[4]Riso con lenticchie, uvetta, datteri e carne macinata.

[5]Riso con pollo allo zafferano e zerbino.

[6]Stufato di carne con fagioli rossi e verdure locali tra cui spinaci, porro, fieno greco ecc, servito con il riso.

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